20 settembre 2017 - Camera
Padoan: proposte di concordato ricevute dall'Inps
Interrogazione On. Laura Castelli (M5S)

Presidente, anticipo che offro questa risposta per conto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ha la vigilanza sull'INPS.

Quattro società, una holding in liquidazione e tre società operative territoriali partecipate dal comune di Civitavecchia sono effettivamente interessate da procedure di concordato preventivo con finalità liquidatoria pendenti davanti al tribunale di Civitavecchia. Nell'ambito di tale procedura di liquidazione, all'INPS è stata proposta la soddisfazione integrale per la holding del credito relativo al mancato versamento di oneri contributivi, quantificato in 429 mila euro, mentre per le tre società operative la percentuale di soddisfazione offerta all'istituto è pari al 21 per cento. Secondo quanto riportato nella relazione cui fa cenno anche l'interrogante, l'esposizione debitoria complessiva delle quattro società ammonta a 6.633.000 euro, di cui si propone il pagamento per 1.732.000 euro in un arco temporale di cinque anni, subordinatamente all'intervenuta omologazione delle procedure di concordato preventivo con provvedimento passato in giudicato. Per il citato pagamento saranno utilizzate risorse finanziarie pari a 10 milioni di euro, che, secondo quanto riferito dal comune nella predetta relazione, derivano da somme che saranno corrisposte al comune medesimo da un soggetto privato, in conseguenza della mancata percezione di royalty connesse all'intervenuta decisione del privato di non realizzare una determinata opera.

La comunicazione del mancato accoglimento delle proposte concordatarie da parte dell'INPS, come formulate dal comune, risulta conforme con il quadro normativo vigente come recepito nelle circolari adottate dall'istituto. Tuttavia, in virtù dell'articolo 182-ter della legge fallimentare, il debitore può accedere al concordato preventivo con proposta di pagamento parziale o dilazionato dei crediti contributivi con le modalità della transazione previdenziale prevista dal citato articolo. La proposta potrà essere accolta e omologata dal giudice al verificarsi delle condizioni previste dal medesimo articolo. Si tratta di un aspetto rilevante di flessibilità della procedura, che va nella direzione auspicata dall'interrogante.

La procedura può concludersi anche senza l'assenso degli enti previdenziali, che sono tenuti a rispettare i criteri dettati dal decreto ministeriale 4 agosto 2009 in ordine ai limiti e alle condizioni di accettazione degli accordi sui crediti contributivi. Pertanto, il giudice potrà procedere all'omologazione se vi è il rispetto delle condizioni stabilite dall'articolo 182 della legge fallimentare, che consente, sulla base della vigente formulazione, che i crediti contributivi possano non essere soddisfatti in misura pari al 100 per cento.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 20 settembre 2017