21 giugno 2017 - Camera
Finocchiaro: coinvolgimento imprese pubbliche e private nel piano banda ultra larga
Interrogazione on. Vincenzo Garofalo (AP-CpE-NCD)

Presidente, onorevoli deputati, il piano “banda ultralarga” è stato definito sulla base di un'ampia consultazione, che si è conclusa un anno fa. Al suo esito, il Governo ha individuato le aree di intervento pubblico e ha dato avvio alla gara. Peraltro, al termine di questo processo di consultazione era previsto che ogni partecipante rilasciasse le dichiarazioni circa le proprie intenzioni di investimento nei successivi tre anni, in modo da evitare investimenti pubblici nelle aree in cui i privati fossero già presenti o intendessero esserlo nel breve periodo. A inizio giugno dello scorso anno gli operatori hanno potuto comunicare eventuali modifiche ai rispettivi piani di investimento. La correttezza del processo di consultazione è stata riconosciuta dalla Commissione europea nella sua decisione di autorizzazione del piano, nella quale è stabilita che eventuali ulteriori, modifiche degli investimenti privati potevano essere prese in considerazione solo laddove non avessero riguardato aree già interessate dalle procedure di gara.

TIM, dopo aver partecipato a tutte le consultazioni pubbliche, senza alcuna contestazione, ha partecipato al primo bando presentando proposte per tutti i lotti, con ciò, di fatto, confermando di non poter intervenire con risorse proprie nelle aree bianche. Il 5 dicembre, durante la fase di prequalifica del secondo bando, la società ha manifestato la volontà di prendere parte alla gara; dopo soli diciotto giorni, invece, ha comunicato di voler investire solo in una parte delle aree bianche, pari a meno del 10 per cento di quelle oggetto del bando di gara, e di non essere più interessata ad alcune delle aree grigie nelle quali, invece, in precedenza, aveva dichiarato di voler investire, escludendo in tal modo la possibilità di interventi pubblici in tali aree. Il Governo ha fornito immediata risposta alla società e ha ribadito di non poter ridefinire i contenuti oggetto di lunghe e complesse procedure di gara, approvate anche in sede europea.

La variazione del piano di investimenti comunicata da TIM il 23 dicembre prevedeva, inoltre, la copertura delle sole aree a più elevata redditività, con gravi ripercussioni economiche nella gestione della rete pubblica e forti rischi per il processo di digitalizzazione. Peraltro, il MISE avvierà presto un'ulteriore consultazione per dare il via al terzo bando a cui potranno accedere tutti gli operatori, secondo quanto previsto dalla Commissione europea. In ogni caso, il Ministro dello sviluppo economico conferma l'apertura ad avviare un confronto diretto con TIM e con tutti gli altri operatori, al fine di chiarire ogni aspetto in perfetta trasparenza, per costruire una rete efficiente per tempistica e livello di servizio.

 

 

Tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati

Ultimo aggiornamento: mercoledì 21 giugno 2017