22 marzo 2017 - Camera
Calenda: imprese beneficiarie finanziamenti pubblici e delocalizzazione
Interrogazione on. Davide Tripiedi ( M5S)

Come ho avuto modo di ricordare l'8 marzo, in occasione del mio intervento qui presso la Camera, il Ministero dello sviluppo economico ha in corso un tavolo di confronto con la partecipazione dell'azienda, per trovare una soluzione per la situazione creata dall'annuncio di voler licenziare 180 addetti mantenendo in Italia le sole attività commerciali e di ricerca, nelle quali operano poco più di 50 persone. Come è noto, K-Flex è una multinazionale che opera in dieci Paesi, con oltre 1.500 addetti, e pertanto non è un'azienda in crisi.

Il processo di crescita internazionale è stato supportato da SIMEST attraverso la partecipazione a cinque operazioni di aumento di capitale e un fondo di venture capital. Non si tratta, però, di delocalizzazioni, ma di produzioni a basso valore unitario che vanno necessariamente realizzate nei Paesi - in particolare l'Asia - di destinazione, per poter intercettare la specificità della domanda locale.

È opportuno sottolineare che tali partecipazioni sono in parte già rientrate a giugno 2015 per 5 milioni di euro, 9,2 milioni rientreranno entro giugno di quest'anno e, infine, per 8 milioni di euro è previsto il rientro entro giugno 2021, ma stiamo operando per attivare i diritti di uscita anticipata. Anche grazie a questi investimenti, l'azienda ha conquistato una leadership sui mercati mondiali, favorendo il potenziamento di investimenti nel campo della ricerca e sviluppo

presso la sede di Roncello, per i quali la società ha beneficiato di 7,7 milioni di agevolazioni; in dettaglio: 5,1 milioni di euro su un progetto concluso in data 30 settembre; 1,35 milioni di euro sul bando Reach, la cui erogazione è avvenuta in due tranche; 1,2 milioni di euro sul bando Horizon 2020; per quest'ultimo progetto, è stata già avviata la procedura di verifica per il recupero delle agevolazioni in mancanza della realizzazione del programma conseguente alla chiusura dello stabilimento.

In conclusione, posso dire che, per quanto riguarda gli aiuti agli investimenti, già sussiste un vincolo, previsto da Regolamento UE 651 del 2014, al mantenimento dei beni e delle attività per un periodo di tre o cinque anni in relazione alla dimensione di impresa. Mentre, per quanto riguarda le agevolazioni alla ricerca e sviluppo, allo stato attuale, la disciplina comunitaria non prevede un obbligo di mantenimento dell'attività di impresa una volta che sia stato ultimato il programma. Su questo fronte il Governo sta lavorando per allineare gli strumenti. Operativamente, nei prossimi interventi che riguarderanno la ricerca e sviluppo verrà introdotto un vincolo di mantenimento dell'attività in Italia per un congruo periodo successivo alla conclusione dei programmi.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 22 marzo 2017