22 marzo 2017 - Camera
Calenda: rilancio Cai-Alitalia e intenzioni del Governo
Interrogazione on. Stefano Fassina (SI-SEL)

Il quesito è chiaro, la risposta dev'essere altrettanto chiara. No, le linee guida che il Governo ha seguito sin dall'inizio sono state le seguenti: Alitalia è e deve rimanere una compagnia privata, e l'impatto per il bilancio dello Stato deve essere ridotto al minimo indispensabile. Ciò non solo per rispettare le regole europee, ma soprattutto perché abbiamo numerose evidenze di quali siano stati in passato i risultati anche della gestione pubblica dell'azienda, e i costi conseguenti sostenuti dai contribuenti italiani. Secondo: Alitalia è un'azienda importante per un Paese che vive di export e di turismo, e il Governo intende conseguentemente supportare, nei limiti di quanto sopra detto, il processo di ristrutturazione e di rilancio, e vigilare sull'attuazione del piano industriale.

Terzo: il taglio dei costi necessario per avere i conti in equilibrio non può scaricarsi solo sul personale, ma deve riguardare l'intero perimetro della gestione. Quarto: la gestione degli esuberi ed eventuali modifiche al contratto devono passare attraverso un confronto con i sindacati, che si deve svolgere in una sede governativa. Conseguentemente e coerentemente con questi principi, il 9 gennaio abbiamo chiesto al management della compagnia di predisporre e portare a conoscenza del Governo un piano industriale validato dagli azionisti, che fosse in discontinuità con la gestione precedente, e soprattutto fosse in grado di soddisfare i fabbisogni finanziari, conseguire il risanamento ed arrivare al rilancio dell'azienda. Il Governo ha anche immediatamente chiesto la cessazione di ogni iniziativa unilaterale della compagnia sul contratto di lavoro, e riportato l'azienda e il sindacato al tavolo di confronto nel perimetro del contratto nazionale.

Il piano presentato da Alitalia il 16 marzo prevede equity e linee di credito pari a complessivi 2 miliardi di euro, di cui circa 900 milioni a carico di Etihad e 1.100 milioni a carico degli azionisti e creditori finanziari italiani, in aggiunta a quanto sostenuto nel 2014, quando fu speso 1 miliardo e mezzo; aumento dei ricavi del 30 per cento e un EBIT positivo nel 2019; taglio dei costi complessivi pari a 1 miliardo di euro, concentrati per i due terzi sui costi diversi dal personale. Per quanto riguarda l'organizzazione il piano prevede circa 2 mila esuberi concentrati sul personale di terra, e la sottoscrizione di un nuovo contratto di lavoro per il personale con un taglio significativo delle retribuzioni. Gli azionisti e i creditori di Alitalia considerano un accordo con i sindacati su quest'ultimo punto come condizione necessaria per varare la manovra finanziaria: i tempi del negoziato sono pertanto molto compressi. Abbiamo immediatamente avviato i tavoli tecnici con un calendario serrato di incontri, che coinvolgono tre Ministeri, i sindacati e il management. Da qui alla fine del mese ci saranno sei riunioni, iniziate oggi, che analizzeranno in dettaglio misure, ipotesi e numeri presentati nel piano, e il risultato degli incontri sarà esaminato alla fine della prossima settimana dai tre Ministri responsabili.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 22 marzo 2017