22 novembre 2017 - Camera
Finocchiaro: rinnovo concessione Gratta e Vinci a società Lottomatica
Interrogazione On. Gianluca Pini ed altri (LNA)

Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, rispondo al quesito posto dagli onorevoli interroganti, sulla base degli elementi forniti al Ministro Padoan, impossibilitato a partecipare alla seduta. Osservo preliminarmente che l'articolo 21 del decreto-legge n. 78 del 2009, richiamato dall'articolo 20 del decreto-legge n. 148 del 2017, al comma 4 prevede che possa essere disposta la prosecuzione, per non più di una volta, del rapporto concessorio in essere, come attribuito con la gara espletata sulla base dello stesso articolo 21; tale previsione era riportata nel bando di gara e nella convenzione di concessione, quindi il citato articolo 20 replica una previsione di legge già esistente.

Considerato che la scadenza della concessione è fissata al 30 settembre 2019, in alternativa al rinnovo, la gara per l'attribuzione della nuova concessione dovrebbe essere indetta nel corso del 2018 e concludersi entro il settembre del 2019. In proposito, l'Agenzia delle dogane rileva quanto segue: nell'ipotesi di gara, risulterebbe impossibile l'incasso di 50 milioni di euro entro il 31 dicembre 2017, come invece prevede l'articolo 20 del decreto-legge n. 148, dovendo l'Agenzia stessa fissare le modalità della prestazione solo dopo l'entrata in vigore della legge di conversione. Nell'ipotesi di gara, sarebbe elevato il rischio di non percepire, nell'esercizio 2018, i 750 milioni di euro che, invece, l'articolo 20, comma 1, del decreto-legge n. 148 del 2017 assicura. Inoltre, in caso di gara, non sarebbe giuridicamente sostenibile prevedere l'incasso dell'intera somma nel 2018. A prescindere dall'eventualità della dilatazione dei tempi di gara per motivi esogeni, una previsione nella norma di legge negli atti di gara che obbliga al pagamento del saldo del prezzo di aggiudicazione entro il 2018 potrebbe essere ritenuta discriminatoria e anticoncorrenziale perché il prezzo di aggiudicazione sarebbe pagato nel 2018 e la nuova concessione avrà decorrenza dal 1° ottobre 2019.

Rilevo, inoltre, che nelle precedenti gare è sempre stato previsto il versamento di una cospicua parte dell'offerta al momento dell'effettiva assunzione del servizio, nel nostro caso il 1° ottobre del 2019, e in diverse occasioni anche in corso di esercizio della concessione. Al riguardo, il Consiglio di Stato, con ordinanza del 12 giugno 2017, ha sollevato questione pregiudiziale alla Corte di giustizia, con la quale ha domandato se il diritto unionale osti ad una norma di legge che preveda che il pagamento del prezzo di aggiudicazione sia effettuato entro due anni dall'inizio di decorrenza della concessione, mentre la concessione stessa abbia una durata molto più lunga. A ciò si aggiunga che, seguendo i criteri utilizzati nelle procedure di selezione nei casi più recenti, la corretta determinazione della base d'asta presupporrebbe la parametrazione del compenso annuo del concessionario stimato sulla base della raccolta registrata nell'ultimo anno (2015 per il lotto e 2016 per l'enalotto) e il parametro risulta pari a una percentuale tra il 126 per cento circa (gara giochi a totalizzatore) e il 165 per cento (gara lotto) del compenso annuo spettante al concessionario. Applicando tale parametro - rapporto una tantum/compenso stimato - alla raccolta registrata per il Gratta e Vinci dell'anno 2016 e quella stimata per il 2017, l'una tantum per la gara relativa alla nuova concessione dovrebbe essere fissata in una misura massima pari a circa 570-580 milioni di euro. Ne consegue, alla stregua delle considerazioni precedenti, che la base di gara in caso di procedura concorsuale non potrebbe essere superiore a 570-580 milioni di euro. La proroga della concessione, al contrario, assicura un gettito di euro 50 milioni per l'anno 2017 e 750 milioni per il 2018.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 22 novembre 2017