22 novembre 2017 - Camera
Poletti: evitare fenomeni “dumping sociale” personale italiano Ryanair
Interrogazione On. Giorgio Sorial ed altri (M5S)

 Presidente, onorevole, innanzitutto voglio sottolineare che negli anni sono stati effettuati numerosi accertamenti da parte degli uffici territoriali dell'ispettorato nazionale del lavoro e dell'INPS nei confronti della compagnia aerea Ryanair, che hanno interessato il personale in servizio presso gli aeroporti di Bergamo, Bologna, Roma Ciampino, Pisa e Bari. Questi accertamenti hanno riguardato la corretta applicazione delle normative nazionali dei rapporti di lavoro del personale impiegato presso questi aeroporti ed hanno interessato circa mille lavoratori. In particolare, è stato accertato che il personale in questione era contrattualizzato da par dalla compagnia secondo il diritto irlandese, pertanto allo stesso era applicato un regime normativo e previdenziale di questo Paese, regime di minor favore rispetto a quello italiano, sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo previdenziale e assistenziale. La società Ryanair, in fase di accertamento e nella successiva fase contenziosa, ha invece sostenuto l'applicabilità della legge irlandese. Il personale ispettivo che ha proceduto agli accertamenti ha invece sostenuto l'applicabilità della legislazione italiana sulla base di un criterio legato al luogo effettivo di svolgimento dell'attività, evidenziando anche le previsioni contrattuali che ancora oggi chiedono a detto personale di risiedere a non più di un'ora dall'aeroporto di assegnazione. I verbali scaturiti dagli accertamenti, che hanno quantificato contestazioni in circa 15 milioni di euro, sono stati tuttavia impugnati dalla società Ryanair, e per ciascuno di essi l'autorità giudiziaria ha definito i relativi giudizi in senso sfavorevole all'amministrazione, ad eccezione del giudice di Roma.

Più in particolare, in quasi tutti i contenziosi l'autorità giudiziaria ha aderito all'interpretazione della società, che ha sostenuto l'applicabilità della disciplina irlandese in relazione alla sede di immatricolazione degli aeromobili e al fatto che la stessa non poteva considerarsi stabilita nel territorio nazionale, anche in mancanza di sedi logistiche e strutture organizzative operanti nel nostro Paese. La decisione del tribunale di Roma costituisce attualmente l'unico precedente favorevole alla ricostruzione operata dagli organi di vigilanza ispettiva. Il giudice ha infatti rigettato il ricorso della compagnia contro l'INPS e condannato la stessa al pagamento dei contributi evasi e alle spese processuali. La sentenza è stata appellata dalla compagnia e il giudizio di appello è a tutt'oggi pendente. Sui giudizi incide tuttavia sfavorevolmente alla ricostruzione degli organi di vigilanza il recente pronunciamento della Corte di giustizia europea del 27 aprile 2017, che ha stabilito che il modello E101 rilasciato da un ente previdenziale di uno Stato membro, che costituisce certificazione della correttezza degli obblighi previdenziali da parte dell'impresa, non è assolutamente sindacabile, né dall'ente previdenziale né da un giudice di altro Stato membro. Sulle problematiche in questione potrà incidere, peraltro, la nuova disciplina sul distacco transnazionale, recepito in Italia dalla legge n. 136 del 2016, che prevede criteri utili all'individuazione della legislazione applicabile al singolo rapporto di lavoro che, nel caso specifico, possono portare, senza particolari margini, all'applicazione della legislazione italiana. Proprio sulla scorta delle più recenti novità giurisprudenziali e normative, l'ispettorato nazionale del lavoro provvederà ad attivare nuovi accertamenti volti a verificare l'applicabilità delle tutele lavoristico-previdenziali italiane al personale Ryanair che opera presso gli aeroporti italiani.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 22 novembre 2017