22 novembre 2017 - Camera
Poletti: trasferimento dipendenti Almaviva Contact da sede Roma a Catania
Interrogazione On. Stefano Fassina ed altri (SI-SEL-POS)

 Grazie, Presidente, e grazie, onorevole. Voglio preliminarmente evidenziare la massima attenzione che abbiamo posto negli ultimi anni al settore dei call center. Il Governo, consapevole della delicatezza del problema che coinvolge diverse migliaia di lavoratori esposti al rischio di delocalizzazione anche nei Paesi fuori dall'Unione Europea, ha sottoscritto nello scorso mese di maggio con i principali operatori del settore un protocollo di intesa che definisce le buone pratiche sociali e commerciali per gestire i servizi di contatto con la propria clientela in via diretta o indiretta. Inoltre, il Governo, nell'ambito dell'attività dedicata alla gestione delle situazioni di crisi, ha riconosciuto, con una specifica norma inserita nella legge di bilancio, la possibilità per le aziende del settore di fare ricorso agli strumenti di sostegno al reddito previsti dall'articolo 44 del decreto legislativo n. 148.

Con specifico riferimento alla società Almaviva, occorre ricordare che il Governo ha dedicato grande attenzione alla procedura di licenziamento collettivo avviata in data 5 ottobre 2016 da Almaviva Contact per le sedi di Roma e Napoli per complessivi 2.511 lavoratori in esubero. Il Ministero ha impegnato tutte le proprie possibilità per favorire un accordo tra le parti. Successivamente, nel prendere atto della insanabile distanza delle parti per la definizione di un possibile accordo, il 21 dicembre 2016, ultimo giorno della procedura amministrativa, il Governo ha convocato i segretari confederali, i quali hanno manifestato, in quella sede, adesione al percorso proposto dalle istituzioni. In particolare, la proposta era finalizzata a consentire a tutti i lavoratori di accedere agli ammortizzatori sociali previsti a legislazione vigente fino al 31 marzo 2017, in modo da consentire alle parti di avviare in questo periodo un confronto finalizzato all'individuazione di soluzioni strutturali condivise, volte a garantire la salvaguardia dei siti produttivi e la continuità occupazionale. Nell'ambito di questo percorso il Governo si era impegnato anche a svolgere un ruolo di garanzia del corretto confronto tra le parti coinvolte.

Com'è noto, tuttavia i lavoratori della sede di Roma non hanno approvato l'intesa raggiunta.

A fronte della grave situazione sociale che si è a quel punto determinata, è stato attivato un progetto, gestito da ANPAL e dalla regione Lazio, per la ricollocazione dei lavoratori provenienti da Almaviva che ha coinvolto 1.524 lavoratori su 1.627, con la sottoscrizione di specifici patti di servizio e riconoscimento di 1.196 in ricollocazione. Questo progetto ha visto una serie di azioni sul versante della formazione e dell'accompagnamento al lavoro che sono tuttora in corso.

Pur considerando che la materia coinvolge una diretta competenza dell'autorità giudiziaria - in particolare, è noto che il tribunale di Roma si sia già espresso, seppur con decisione dal contenuto non univoco, sui ricorsi dei lavoratori - ribadisco l'intenzione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di mantenere viva l'attenzione sulla vicenda dei lavoratori di Almaviva, tanto di quelli per i quali sia già intervenuta una decisione giudiziale quanto per tutti gli altri, nell'ambito delle proprie competenze e avvalendosi dell'attività dell'Ispettorato nazionale del lavoro, con la finalità di garantire il pieno rispetto di tutte le normative in essere sia sul versante degli appalti quanto sul versante lavoristico.

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 22 novembre 2017