24 maggio 2017 - Camera
Delrio: porto di Palermo e progetto “nuova via della seta”
Interrogazione on. Francesco Saverio Romano (SC-ALA CLP-MAIE)

Presidente, onorevole, il Mediterraneo è sempre più centrale nelle rotte globali e nelle strategie degli operatori portuali, specialmente dopo l'apertura ed il raddoppio del Canale di Suez. Abbiamo investito molto sui porti del Mezzogiorno, al fine di accelerare i cantieri che da troppi anni sono fermi, e abbiamo anche favorito la stipula del protocollo d'intesa tra il provveditorato di Palermo e l'Autorità portuale, per recuperare i ritardi sulle due principali opere che interessano lo scalo, cioè la stazione marittima e il bacino di carenaggio. Inoltre, abbiamo un piano triennale approvato in questo porto, come in altri porti, che prevede risorse per i dragaggi e per aumentarne la competitività in generale.

In generale, come lei sa, le grandi navi portacontainer, da 20-22 mila TEU, hanno bisogno di pescaggi molto alti. Venezia è il terminale storico della “via della seta”, è indicativo, mentre Genova e Savona permettono alle grandi navi portacontainer di fare quello che fanno in tutto il mondo, cioè di avvicinarsi il più possibile ai mercati di destinazione. Quindi, nessun armatore scala a Palermo per potere servire la Svizzera. Scalano nel posto più vicino, come fanno in tutto il mondo, ma questo non significa che le merci cinesi e gli operatori cinesi non operino in tutta Italia. Il senso della riforma portuale è proprio quello di far vedere i vari porti, i vari approdi, ciascuno con la propria vocazione, però come un'offerta unitaria. Questo è stato anche il senso che ha avuto la mia visita in Cina, in Vietnam e in Iran, per fare capire le opportunità che il grande molo che è l'Italia nel Mediterraneo rappresenta per la logistica del Sud Europa.

Quindi, non c'è nessuna competizione, non c'è nessuna indicazione specifica: alcuni porti sono adatti ad accogliere grandi navi portacontainer da 22 mila TEU, altri porti sono adatti a fare altri mestieri, dal traffico Ro-Ro alle crociere ad altre cose. Quindi credo che sia un punto di vista errato quello di pensare che l'offerta deve essere uniforme su tutti i porti italiani, perché questo è quello che li ha portati a non avere una vocazione specifica e ad indebolirsi. Quindi, alcuni porti faranno transhipment, altri faranno accoglienza di grandi navi portacontainer, altri saranno specializzati in altre questioni, ma il sistema portuale italiano offre agli operatori cinesi una varietà di proposte unitaria.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 24 maggio 2017