24 maggio 2017 - Camera
Franceschini: tutela volontari Avaca della Biblioteca nazionale di Roma
Interrogazione on. Stefano Fassina (SI-SEL-POS)

Signor Presidente, sin dal 1993, con la legge n. 4, la cosiddetta legge Ronchey, e poi con l'articolo 112 del codice dei beni culturali, è previsto che il Ministero possa stipulare con associazioni di volontariato aventi finalità culturali delle convenzioni per l'utilizzo di volontari a supporto del personale dell'amministrazione. I volontari devono lavorare a titolo gratuito; pertanto, né a loro né all'associazione è dovuto alcun compenso da parte, in questo caso, della biblioteca, fatti salvi i casi di rimborsi spese di cui all'articolo 4 della legge quadro. In base all'articolo 5, sempre la biblioteca rimborsa in modo forfettario all'associazione le spese sostenute per l'attività e il funzionamento, comprese quelle di copertura assicurativa e il resto.

Sulla base di queste norme, da parecchio tempo la Biblioteca nazionale centrale di Roma ha stipulato una convenzione con l'Associazione volontari attività culturali e ambientali, Avaca, con 22 volontari che ricevono dall'associazione stessa, e non dalla biblioteca, il rimborso spese per l'attività svolta. Onorevole Fassina, la norma è molto chiara, la norma dice che la qualità di volontari è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato e autonomo e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l'organizzazione di cui fa parte. In effetti, dice l'amministrazione che alcuni ricorsi fatti negli anni passati sono sempre stati respinti. Comunque, ringrazio l'onorevole Fassina e ringrazio gli altri atti di sindacato ispettivo che sono stati fatti, ringrazio la stampa che se n'è occupata, ringrazio la Camusso, che mi ha scritto tempo fa una lettera su questo tema, perché questo ha fatto emergere la necessità di portare trasparenza in questa procedura.

Se sono associazioni di volontariato e volontari, devono restare associazioni di volontariato e volontari, non possono diventare forme sostitutive di rapporto di pubblico impiego, perché la legge dice questo.

Per queste ragioni, il segretariato generale, in data 19 maggio, dopo che sono uscite le notizie sulla stampa, ha disposto un'ispezione, e il 22 maggio il direttore della Biblioteca nazionale centrale, in attesa della fine dell'ispezione, ha sospeso ogni rapporto con l'associazione di volontariato Avaca nelle more dell'acquisizione degli esiti dell'ispezione stessa. In più i direttori dei suddetti istituti sono stati invitati, perché ci possono essere altri casi simili in Italia, attraverso un'indagine interna del Ministero, a capire quali altre situazioni simili ci sono. Io devo far rispettare le norme, e lei lo sa benissimo: se ci sono state delle violazioni da parte dell'associazione o da parti della pubblica amministrazione, che hanno utilizzato volontari con funzione di lavoro subordinato, questa cosa va interrotta, e l'oggetto dell'ispezione è questo, ma non mi si può chiedere, anche a fin di bene, di violare delle norme.

Come lei sa, i criteri di assunzione nel pubblico impiego rispondono a dei requisiti di legge ben precisi. Penso che si possano fare una serie di cose, il servizio civile è una conquista, soprattutto per chi viene dalla nostra parte politica. È servizio civile, si va in tutte le parti dell'amministrazione pubblica e, finalmente, si fanno i beni culturali. Avvieremo procedure pubbliche per la selezione di associazioni di volontariato e, soprattutto, colgo l'occasione, Presidente, e chiedo scusa per i secondi rubati, per dire che, proprio in questi giorni, sono state completate le procedure di concorso, e quindi verranno assunti 54 funzionari bibliotecari nelle biblioteche statali del Paese.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 24 maggio 2017