25 gennaio 2017 - Camera
Fedeli: iniziative relative al fenomeno della mobilità dei docenti
Interrogazione dell'on. Gianluca Vacca (M5S) e dell'on. Silvia Chimienti (M5S)

La continuità didattica – è giusto affermarlo anche in quest’Aula – è assolutamente un valore per le studentesse e gli studenti; proprio per questo, è una priorità anche del Ministero e delle istituzioni scolastiche tutte. Tale esigenza deve essere perseguita tenendo anche in equilibrio, e quindi deve essere contemperata anche con i diritti di chi ci lavora dentro, quindi dei lavoratori, ad ottenere trasferimenti di sede sulla base di regole stabilite da leggi e da contratti di lavoro. In particolare, il tasso di mobilità da lei evidenziato, che, in realtà, è stato molto più contenuto rispetto ai numeri dichiarati, va valutato nell’eccezionale contesto che ha seguito la prima applicazione della legge n. 107, che ha offerto al mondo della scuola la disponibilità straordinaria di oltre 55 mila posti in più, quelli dell’organico per il potenziamento. Proprio per questo, il comma 108 della legge n. 107 ha consentito in via eccezionale a tutti i docenti, anche ai neoassunti, di far domanda di mobilità per l’anno scolastico 2016-2017; ciò in deroga al vincolo di permanenza triennale nella provincia e nell’incarico di prima assegnazione. La medesima legge ha messo a disposizione della mobilità tutti i posti in luogo del 50 per cento di prassi. Il risultato è stato che nel 2016-2017 sono state accolte circa 23 mila domande di mobilità volontaria interprovinciale. A queste si sono aggiunti i trasferimenti obbligatori dei docenti neoassunti che, al termine dell’anno di prova, hanno lasciato la sede provvisoria per raggiungere quella definitiva. Quest’ultima ha un numero elevato esclusivamente in virtù della straordinaria dimensione del piano assunzionale. In prospettiva futura, per ovviare all’alto numero di supplenti nominati sui posti dell’organico di fatto, i quali, per definizione, non possono garantire la continuità didattica, il Governo ha stanziato 400 milioni per consolidare questi posti nell’organico di diritto. Ciò significa poterli occupare con docenti di ruolo in funzione di una maggiore continuità didattica. La disponibilità di questo numero rilevante di posti rende ragionevole consentire a tutti, per il solo anno scolastico 2017-2018, di far domanda di mobilità seppure nella limitata misura del 40 per cento, in luogo del 100 per cento dello scorso anno e del 50 per cento di prassi. A partire dal prossimo anno scolastico, la continuità didattica verrà assicurata anche dall’applicazione delle disposizioni ordinarie in materia di assegnazioni provvisorie, venuto meno il regime transitorio di cui al richiamato comma 108, che valeva solo per l’anno scolastico 2016-2017, con la conseguenza che per l’anno scolastico 2017-2018 le assegnazioni provvisorie potranno essere richieste solo come già definite per alcune categorie di docenti.

 

(testo tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati

 

Ultimo aggiornamento: martedì 31 gennaio 2017