25 gennaio 2017 - Camera
Fedeli: passaggi ad altri indirizzi di studio nella scuola secondaria superiore
Interrogazione dell'on. Andrea Mazziotti Di Celso (CI)

Onorevole Mazziotti, ad oggi, come lei giustamente ha ricordato, non si rintraccia nell’ordinamento una regolamentazione di dettaglio dei passaggi tra indirizzi di studio nella scuola secondaria superiore. La previsione di cui al decreto legislativo n. 226 del 2005, da lei richiamato, non ha mai trovato attuazione. Ad oggi sono possibili trasferimenti in corso d’anno per gli studenti provenienti dalla classe corrispondente del medesimo indirizzo di studio, mentre il passaggio in un istituto di indirizzo diverso è consentito solo previo svolgimento di esami integrativi e/o di idoneità, da effettuarsi prima dell’inizio delle lezioni. Concordo con lei, onorevole, nel ritenere che rimuovere le difficoltà e le rigidità nel passaggio ad altro indirizzo di studio nell’ambito della scuola secondaria di secondo grado possa concorrere a combattere l’insuccesso e la dispersione scolastica, il cui tasso nel nostro Paese, pur registrando negli ultimi anni un miglioramento – siamo passati dal 20,8 per cento del 2006 al 14,7 del 2015 – però è ancora lontano dall’obiettivo europeo del 10 per cento per il 2020. Come prima misura per ovviare a tale problematica, il MIUR, nell’ambito dell’annuale circolare sulle iscrizioni, ha già da qualche anno introdotto alcune semplificazioni, prevedendo, seppure limitatamente alla prima classe della scuola superiore, che, qualora sia fatta richiesta a iscrizione avvenuta ovvero nei primi mesi dell’anno scolastico di optare per altri indirizzi, in caso di accoglimento da parte del dirigente della scuola di destinazione, il dirigente della scuola di iscrizione è tenuto ad inviare il nulla osta all’interessato e alla scuola di destinazione. Secondo, gli uffici scolastici regionali devono supportare i genitori dei minori che effettuano il trasferimento di iscrizione, in particolare nell’individuare la scuola di destinazione. Nel caso di trasferimento da una scuola a un’altra con le medesime caratteristiche o lo stesso indirizzo, la domanda può essere presentata  anche oltre i primi mesi dell’anno scolastico, rappresentandone adeguatamente i motivi. Precisato tutto questo, avverto, evidentemente, l’esigenza di dare una regolamentazione più sistematica dei passaggi tra indirizzi di studio della scuola secondaria superiore, che potrà essere perseguita attraverso uno strumento regolamentare da valutare. Del resto, coerentemente con questo intendimento, nel decreto legislativo in materia di istruzione e formazione professionale, attuativo di una delle deleghe della legge n. 107, attualmente all’attenzione del Parlamento, sono state inserite disposizioni che disciplinano e favoriscono il passaggio tra i percorsi di istruzione professionale e i percorsi di istruzione e formazione professionale.

 

 (testo tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati

 

Ultimo aggiornamento: martedì 31 gennaio 2017