25 gennaio 2017 - Camera
Minniti: riordino delle autonomie locali in Friuli-Venezia Giulia
Interrogazione dell'on. Sandra Savino (FI-PDL)

Signora Presidente, onorevoli colleghi, effettivamente la legge costituzionale n. 1 del 2016, nel modificare lo statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, ha soppresso le province, delineando un nuovo assetto istituzionale che contempla solo due livelli di governo, la regione ed i comuni, anche nella forma di città metropolitane. Il superamento dell’ente provincia è stato determinato da esigenze di razionalizzazione e semplificazione dell’azione territoriale di governo, nonché da finalità di contenimento dei costi della politica. La misura rientra nel programma di riordino del sistema delle autonomie locali, avviato dalla medesima regione nell’ottobre 2013; poi implementato con successive leggi regionali del 2014, ancor prima dell’approvazione della cosiddetta legge Delrio e della legge di riforma costituzionale che nel dicembre scorso non ha superato il vaglio referendario. Fatte queste premesse, sottolineo che sulla base del combinato disposto degli articoli 116, comma 1, della Costituzione, e 4, lettera 1-bis, della legge costituzionale n. 1 del 1963, la regione Friuli-Venezia Giulia, al pari delle altre regioni a statuto speciale, possiede competenza legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni. Non può dunque sostenersi l’incostituzionalità della riforma degli enti locali del Friuli-Venezia Giulia, posto che essa rinviene il proprio fondamento su un assetto giuridico-normativo che già a Costituzione vigente, poi confermata dal referendum, riconosceva sulla materia pieni poteri alle regioni a statuto speciale, inclusa la possibilità di procedere nel senso della soppressione dell’ente provincia. Del resto, nella stessa direzione ha operato la regione Sicilia, che con legge regionale n. 7 ha abolito le province, prevedendo in sostituzione i liberi consorzi comunali per l’esercizio delle funzioni di governo di area vasta. Evidenzio inoltre che il Parlamento ha respinto la questione pregiudiziale finalizzata a sospendere l’esame del disegno di legge costituzionale in questione, nelle more dell’approvazione della riforma costituzionale in itinere, proprio ritenendo che il provvedimento non intaccasse alcuno dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico della Repubblica. Pertanto la riforma degli enti locali della regione Friuli-Venezia Giulia, in forza degli speciali poteri di cui essa è titolare, appare coerente con il quadro ordinamentale generale vigente.

 

(testo tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati

 

Ultimo aggiornamento: martedì 31 gennaio 2017