25 ottobre 2017 - Camera
Calenda: Almaviva e trasferimento lavoratori da sede Milano a provincia Cosenza
Interrogazione On. Francesco Laforgia ed altri (MDP)

 Onorevole Presidente, onorevoli deputati, in merito al quesito presentato dall'onorevole Laforgia circa i 65 lavoratori impiegati da Almaviva presso la sede di Milano per gestire i servizi di contact center per conto dell'ENI e, oggi, oggetto di un possibile trasferimento a Rende, vorrei specificare alcuni aspetti.

La commessa ENI a cui si fa riferimento è terminata per due distinte ragioni: da una parte, è scaduto il termine lo scorso settembre, dall'altra, la società ha deciso di internalizzare questo tipo di servizio. Almaviva, dopo una trattativa sindacale non coronata da successo, ha conseguentemente deciso di impiegare una parte dei lavoratori attivi su Milano su commesse provenienti da altri sedi e di ricollocare 65 addetti in Calabria presso la sede di Rende. Ho chiesto immediatamente ai vertici di Almaviva di recedere da questa decisione, convocando l'azienda e l'ENI presso il Ministero per cercare una soluzione che eviti trasferimenti che io stesso ho definito “licenziamenti mascherati”. L'incontro, a cui parteciperà anche Eni, è fissato per il giorno di domani.

Mi preme rammentare che sul settore del contact center abbiamo lavorato molto, siglando, circa sei mesi fa, un protocollo con i principali committenti. Nello specifico il documento sottoscritto persegue le seguenti finalità: assicurare ai clienti il più alto livello qualitativo del servizio, prevedendo per i servizi erogati all'estero la certificazione linguistica e l'applicabilità della normativa nazionale sulla privacy; limitare le delocalizzazioni fuori dal territorio italiano, garantendo che il 95 per cento delle attività effettuate in via diretta sia effettuato in Italia e, per i nuovi contratti, che almeno l'80 per cento dei volumi in outsourcing sia effettuato sul territorio italiano, fermo restando il vincolo a non ridurre la quota attuale; sterilizzare la componente del costo del lavoro dalle offerte dei fornitori, se il costo lavoro orario è inferiore a quanto previsto dalle tabelle del Ministero del lavoro ovvero dagli accordi con le organizzazioni sindacali o, in mancanza di questi ultimi, dai contratti collettivi nazionali; prevedere strumenti di tutela analoghi a quelli previsti dalla norma in relazione alla clausola sociale; garantire la durata del contratto per diciotto mesi dalla sottoscrizione, con rinnovo tacito e verifica dei risultati, decorsi dodici mesi.

Accogliendo una specifica richiesta dei sindacati, abbiamo chiesto di anticipare la verifica di questo accordo e a novembre verificheremo i risultati. A questi impegni molto stringenti, per la prima volta, il Governo si impegna, si impegna contro la delocalizzazione, anche nell'Unione europea; impegni che sono, ovviamente, dovuti a un settore che è la parte più fragile della filiera produttiva italiana. E su questo il Governo continuerà a impegnarsi a partire dai trasferimenti a Rende.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 25 ottobre 2017