25 ottobre 2017 - Camera
Lorenzin: idoneità alla nomina di direttore generale nel comparto sanitario
Interrogazione On. Giovanni Monchiero (Misto-CIPI)

Grazie. La nuova disciplina delle modalità di nomina dei direttori generali degli enti del Servizio sanitario nazionale, cioè dei manager della sanità italiana, quelli sulle gambe e sulle braccia delle quali si cammina, i fondi della sanità italiana, da me fortemente voluta, rappresenta una riforma epocale per il sistema sanitario nazionale.

Grazie a questa riforma, infatti, i vertici della sanità italiana e cioè i manager verranno d'ora in poi scelti per le loro capacità gestionali e non in base ad un mero rapporto di fiducia con il vertice politico regionale, mero rapporto di fiducia a volte, purtroppo, per così dire, inscritto a fattori più legati alla discrezionalità che al merito.

La verifica dell'idoneità a ricoprire l'incarico di direttore generale ed il conseguente inserimento nell'elenco unico nazionale è rimessa dalle leggi ad una commissione, presieduta da un magistrato o avvocato dello Stato, di cui sono componenti pariteticamente rappresentanti dello Stato e delle regioni, che procede alla valutazione della comprovata esperienza dirigenziale e dei titoli formativi e professionali dei candidati, assegnando loro un punteggio, secondo criteri specifici, stabiliti dalla stessa Commissione sulla base, peraltro, di parametri individuati dallo stesso legislatore. Pertanto, è compito della Commissione ovvero di un organo tecnico e, come tale, indipendente ed imparziale, nonché a composizione mista Stato-regioni, stabilire i criteri, sulla base dei quali vengono attribuiti punteggi ai candidati, il che esclude in modo assoluto che il Ministero della Salute possa, come auspicato dall'onorevole interrogante, inserirsi nella proceduta già avviata e modificare tali criteri.

Peraltro, la valorizzazione dell'esperienza manageriale, effettivamente maturata da coloro che aspirano ad ottenere l'inserimento dell'elenco unico nazionale dei soggetti idonei a ricoprire l'incarico di direttore generale, risulta già realizzata, come è riconosciuto dallo stesso onorevole interrogante, attraverso la norma di legge, che prevede che, dei 100 punti complessivamente attribuiti dalla commissione, ben 60 siano riservati proprio all'esperienza dirigenziale.

Concludo evidenziando nuovamente la fondamentale importanza di questa riforma, la cui ormai imminente attuazione, consentirà finalmente di affidare nelle mani di manager competenti la gestione della sanità italiana e anche di avere criteri oggettivi, poi, per la valutazione di questi stessi manager e per il proseguo della loro attività.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 25 ottobre 2017