25 ottobre 2017 - Camera
Lorenzin: tutela della salute pubblica e progetti accoglienza diffusa
Interrogazione On. Massimiliano Fedriga (LNA)

 Rispondo agli onorevoli interroganti, ribadendo quanto ho avuto modo di affermare in diverse occasioni, ovvero che le numerose azioni poste in essere dal Ministero della salute, in tema di sorveglianza sanitaria sui migranti irregolari, sono state tali da salvaguardare la salute degli stessi migranti e di tutti i cittadini italiani.

Al proposito ricordo che il personale medico è già presente a bordo dell'imbarcazione di soccorso, per procedere ad un veloce controllo circa la presenza di migranti con patologie infettive al momento dello sbarco. Vengono poi effettuati ulteriori controlli dal personale degli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, cioè l'USMAF del Ministero della salute. I migranti, che presentano i sintomi di malattie infettive e diffusive, vengono trasferiti presso le strutture sanitarie per gli opportuni approfondimenti, se del caso anche con modalità di trasporto in bio-contenimento.

Questi controlli - ci tengo a precisarlo - proseguono per tutta la durata della permanenza dei migranti sul territorio nazionale. Proprio grazie a questa continua attività di sorveglianza, il nostro Paese, nonostante sia stato interessato da massicci flussi migratori irregolari - basti pensare che dal 2013 al mese di settembre di quest'anno il numero dei migranti, sui quali sono stati effettuati i controlli sanitari, è superiore a 500 mila persone -, non ha registrato un aumento dell'incidenza di malattie infettive, che richiedono interventi di sanità pubblica.

Quanto poi alla verifica delle condizioni di salute dei migranti ospitati nei centri per l'immigrazione, evidenzio che il Ministero dell'interno assicura un servizio di assistenza sanitaria, che comprende, tra l'altro, una visita medica d'ingresso, finalizzata anche all'accertamento di patologie che richiedono misure di isolamento, nonché l'assistenza continuativa da parte di personale medico e paramedico, che opera presso i presidi sanitari presenti nei centri.

Quanto poi al caso di tubercolosi, riguardante il giovane guineano, ospite presso il CARA di Gradisca d'Isonzo, comunico che la prefettura di Gorizia ha riferito che sono stati tempestivamente attivati tutti gli interventi sanitari, ivi comprese le misure di profilassi, nei confronti di coloro che abbiano avuto contatti con il migrante. In particolare, dalle informazioni acquisite dal personale medico che ha avuto in cura il giovane migrante, è emerso che la tbc sarebbe stata contratta durante la permanenza nel centro CARA, atteso che al momento dell'ingresso nel centro, cioè nel luglio 2016, non presentava alcun sintomo di malattia, per sintomi comparsi nel febbraio di quest'anno.

Comunque, vorrei concludere, dicendo che il Ministero, in collaborazione con l'INMP, ha da poco pubblicato le linee guida per la salute dei migranti e dei rifugiati, che sono delle linee guida assolutamente innovative, sia per il nostro territorio nazionale che in Europa e che, grazie anche a questo, avremo ulteriori e più avanzate procedure standard di assistenza e di prevenzione sulla popolazione migrante.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 25 ottobre 2017