25 ottobre 2017 - Camera
Orlando: assistenti sociali presso gli uffici di esecuzione penale esterna
Interrogazione On. Walter Verini ed altri (PD)

Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, l'organica e strutturale revisione dell'esecuzione della pena ha in generale rappresentato e continua anche oggi a rappresentare uno dei prioritari obiettivi dell'impegno di questi anni. In particolare, a partire dalle riflessioni maturate nell'ambito degli Stati Generali sulla crisi del sistema tradizionale di repressione penale, si è inteso costituire un modello di esecuzione della pena fondato su misure alternative, che siano limitative, ma non privative, della libertà personale, e che si svolgano nel territorio, riconoscendo come estrema ratio la detenzione intramuraria.

In questa prospettiva sono stati adottati interventi di carattere legislativo, amministrativo ed organizzativo. Con la riforma dell'organizzazione del Ministero della giustizia, in primo luogo, è stato istituito il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, cui sono stati demandati, tra l'altro, la direzione e il coordinamento degli uffici dell'esecuzione penale esterna che operano sul territorio. Questo al fine di realizzare un sistema orientato a considerare la centralità della persona nei programmi trattamentali, anche attraverso il coinvolgimento della società civile. Il processo di rafforzamento del dipartimento appare, poi, tanto più essenziale in vista dell'attuazione della legge delega n. 103 del 2017, che intende, tra l'altro, ancor più valorizzare il sistema dell'esecuzione penale esterna.

L'esame dei dati statistici, relativi alla popolazione, di esecuzione penale esterna mostra già, a legislazione vigente, una notevole crescita delle sanzioni di comunità, passate da un numero pari a 31.865 nel 2014 al numero di 45.587 al 15 ottobre 2017. L'impatto della riforma sull'organizzazione dell'esecuzione penale esterna non potrà che incrementare ulteriormente il trend di crescita delle misure alternative alla detenzione. La centralità del ruolo degli operatori, il progressivo incremento delle misure di comunità e la valutazione dell'impatto della riforma rappresentano, allora, tutti indici chiari dell'esigenza di un rafforzamento delle strutture, che deve realizzarsi almeno con l'incremento degli organici attualmente previsti. A tal fine, nell'ambito dell'istruttoria del disegno di legge di bilancio in corso, il Ministero della giustizia ha proposto l'ampliamento degli organici degli uffici di servizio sociale preposti all'esecuzione penale esterna dei minori e degli adulti, con un sensibile aumento degli stanziamenti di bilancio, indispensabile per la piena realizzazione degli obiettivi di riforma.

Auspichiamo che le proposte articolate trovino riscontro nell'ambito della discussione parlamentare, intercettando tra tutte le forze presenti in Parlamento una larga condivisione sulla necessità di potenziare l'esecuzione penale esterna, che, solo grazie ad un adeguato e ambizioso piano di investimenti, potrà dispiegare la sua funzione, essenziale per la piena realizzazione di un sistema penale finalmente conforme ai principi costituzionali e convenzionali.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 25 ottobre 2017