25 ottobre 2017 - Camera
Orlando: criteri e modalità di iscrizione delle notizie di reato
Interrogazione On. Sergio Pizzolante (AP-CpE-NCD)

Grazie, Presidente. L'atto in discussione, che prende le mosse da una recente circolare del procuratore della Repubblica di Roma, tesa ad evitare le iscrizioni affrettate e foriere di ricadute negative sulle persone coinvolte, investe obiettivamente un tema particolarmente sensibile. La questione è già stata affrontata dal Ministero che rappresento, nell'ambito delle politiche di informatizzazione dei servizi della giustizia penale, in seguito alla diffusione del sistema informativo della cognizione penale, SICP. Sulla base delle linee condivise anche dai dirigenti di importanti uffici giudiziari requirenti, con la circolare dell'11 novembre 2016 sono state formulate puntuali raccomandazioni finalizzate ad assicurare criteri uniformi di gestione dei registri informatizzati, con evidenti ricadute delle modalità di iscrizione.

Le indicazioni declinate nel circolare hanno tenuto conto degli approdi giurisprudenziali, che hanno affinato nel tempo la portata di contorni dell'attività di iscrizione, in considerazione delle sottese esigenze di garanzia della persona coinvolta e dei potenziali pregiudizi derivanti da iscrizioni affrettate o ritardate. Come affermato, infatti, dalle sezioni unite della Cassazione, al pubblico ministero non è conferito un potere discrezionale, bensì un obbligo giuridico indilazionabile, che deve essere adempiuto senza soluzione di continuità rispetto al momento in cui sorgono i presupposti per l'iscrizione, il cui inadempimento potrà sempre essere suscettibile di valutazione in sede disciplinare. La suprema Corte ha poi chiarito come l'obbligo di iscrizione a carico di un soggetto determinato sorga soltanto quando emergano nei confronti di quest'ultimo specifici elementi indiziari e quando lo stesso sia compiutamente identificato.

Gli approdi giurisprudenziali in materia, in uno l'attuale configurazione dei sistemi formativi della cognizione penale, creano le premesse affinché sia assicurato un corretto esercizio dell'attività di iscrizione delle notizie di reato nel massimo rispetto delle garanzie difensive delle persone coinvolte. Va in ogni caso ribadito come l'attività di iscrizione costituisca piena espressione della funzione giurisprudenziale, affidata dall'ordinamento in via esclusiva al pubblico ministero. Esula, dunque, dall'attribuzione del Guardasigilli ogni iniziativa volta ad incidere sull'autonomia e sulle prerogative processuali dell'autorità giudiziaria connesse a tale delicata attività.

Nei termini auspicati dall'onorevole interrogante, tengo però a rilevare come la legge di riforma del processo penale abbia valorizzato il ruolo di indirizzo, coordinamento e controllo dei capi degli uffici requirenti anche sul tema in esame, prevedendo espressamente che il procuratore della Repubblica assicuri l'osservanza delle disposizioni relative all'iscrizione delle notizie di reato, in coerenza con l'attribuzione del procuratore generale presso la Corte di cassazione, dei procuratori generali presso le Corti d'appello, declinata dall'articolo 6 del decreto legislativo n. 106 del 2006, che, peraltro, proprio in relazione al tema delle iscrizioni, già da tempo hanno assunto iniziative finalizzate ad assicurare uniformità e correttezza. Quindi, onorevole Pizzolato, la domanda è: non quello che possiamo fare, ma quello che abbiamo fatto, perché queste circolari sono il frutto anche del lavoro che voi parlamentari avete fatto, licenziando il DDL penale su questo argomento.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 25 ottobre 2017