26 luglio 2017 - Camera
Fedeli: verifichiamo coperture per superare blocco stipendi universitari, ma garantire svolgimento esami

Relativamente al preruolo universitario, ritengo che sia necessario semplificare il percorso, intervenendo sulla filiera contrattuale che precede l'ingresso al ruolo di professore. Ciò sia per favorire l'ingresso alla docenza di una minore età per coloro che dimostrano di avere i requisiti scientifici richiesti, sia per consentire a coloro che non li possiedono di individuare tempestivamente percorsi di carriera alternativi. Intendo predisporre delle proposte che, nel confronto con il sistema accademico, a cominciare dalla Conferenza dei rettori, con cui sono già in corso riflessioni, si traducano in iniziative concrete, in vista della prossima legge di bilancio. Per sostenere, come lei ha auspicato, l'ingresso di giovani professori e ricercatori nelle università, ricordo anche i più recenti interventi adottati dal Governo: l'investimento di circa 50 milioni di euro a regime per l'assunzione di 861 ricercatori di tipo B, nonché l'esclusione, dai limiti del turnover, delle assunzioni di ricercatori di tipo A, per le università con indicatori di bilancio positivi.

La legge di bilancio per l'anno 2017 ha permesso di reclutare circa 1.300 ricercatori, di cui almeno 350 di tipo B, assicurando le necessarie risorse finanziarie per il passaggio alla seconda fascia nell'ambito dell'iniziativa “Dipartimenti di eccellenza”, per la quale, dal 2018, saranno assegnati 271 milioni di euro anni aggiuntivi all'FFO a 180 dipartimenti delle università italiane. Con la legge di bilancio per l'anno 2017 è stata aumentata al 50 per cento la quota minima di assicurazione del turnover di ogni università nel rispetto del limite massimo nazionale ed entro il mese di agosto saranno redistribuite tra gli atenei le risorse del restante 30 per cento del turnover nazionale. Ricordo che, dal prossimo anno, il turnover passerà al 100 per cento.

È mia ferma intenzione, nel decreto che stabilisce i criteri di riparto dell'FFO per l'anno 2017, aumentare le risorse per incentivare il reclutamento di ricercatori di tipo B e la mobilità interuniversitaria del personale docente.

Arrivo alla questione del trattamento economico della carriera universitaria, strumento necessario sia per rendere più competitivo e attrattivo il sistema del reclutamento sia per evitare che molti giovani ricercatori risultino eccessivamente penalizzati dall'ingresso tardivo nei ruoli della docenza. A mio avviso, va posta particolare attenzione proprio a quei giovani che hanno avuto accesso all'università nel periodo 2017-2015, periodo di sostanziale blocco giuridico ed economico degli stipendi. Il Ministero sta aggiornando le stime rispetto a differenti possibilità relative al parziale ristoro del blocco dei trattamenti stipendiali del suddetto periodo. Si tratta di importi che necessitano di una copertura che determinerà comunque riflessi sui saldi di bilancio e per la quale è necessario capire quali margini ci possano essere, soprattutto, in vista della legge di bilancio per il 2018. Questo è l'impegno che mi assumo.

Concludo sottolineando che, a fronte delle suddette questioni che vanno necessariamente affrontate e risolte, deve essere comunque riservata altrettanta considerazione ai giusti diritti degli studenti universitari, che devono essere messi nelle condizioni di poter svolgere le loro sessioni d'esame.

 

(tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 26 luglio 2017