26 luglio 2017 - Camera
Lorenzin: emergenza idrica a Roma, attenzione per evitare problemi sanitari

Presidente, ringrazio gli onorevoli interroganti, poiché mi consentono di affrontare in questa sede la problematica dell'emergenza idrica a Roma, che, anche per le possibili ricadute sul sistema di tutela della salute umana ed animale, suscita in queste ore grande preoccupazione. Mi preme innanzitutto evidenziare che il Ministero della salute abbia appreso solo da notizie di stampa dell'adozione da parte della regione Lazio dell'ordinanza in materia di approvvigionamento idrico, in quanto gli uffici del mio Dicastero non sono stati coinvolti nell'istruttoria che ha portato all'emanazione del provvedimento contingibile e urgente. Dopo aver appreso dei contenuti dell'ordinanza, ho dato immediatamente indicazione ai miei uffici di prendere contatti con le amministrazioni, comunale e regionale, al fine di individuare le iniziative da intraprendere per evitare che misure di divieto di approvvigionamento idrico possano avere ricadute negative sui servizi sanitari e socio-sanitari erogati ai cittadini romani. Ho pertanto personalmente scritto sia al presidente della regione Lazio che al sindaco di Roma Capitale, evidenziando che un'eventuale sospensione generalizzata dell'erogazione di acqua nella città di Roma, anche a fronte dello straordinario incremento delle temperature registratesi in queste ultime settimane, potrebbe pregiudicare gravemente il livello igienico-sanitario di tutte le strutture ricettive e di ristorazione della capitale e di tutti gli uffici pubblici, nonché di tutte le strutture ove vengono alloggiati a qualsiasi tipo gli animali; ma soprattutto, potrebbe comportare gravi pregiudizi per l'erogazione dei servizi sanitari essenziali.

Si consideri che Roma Capitale conta complessivamente cinque presidi ospedalieri di base, undici presidi ospedalieri sede di dipartimento emergenza-urgenza-accettazione, DEA di primo livello, sei presidi ospedalieri sedi di DEA di secondo livello, ivi incluso l'ospedale pediatrico “Bambino Gesù”, ventinove presidi ospedalieri non dotati di pronto soccorso, per un totale di circa 13.000 posti letto. Ho quindi in particolare richiesto se fosse stato predisposto dagli enti competenti un piano di continuità per le strutture sanitarie della città. Ho altresì chiesto al presidente Zingaretti e al sindaco Raggi di verificare accuratamente, nell'ambito delle rispettive competenze, che, pur nell'emergenza, sia assicurata una presenza continua e sufficiente di risorse idriche in tutte le strutture che erogano assistenza sanitaria e socio-sanitaria ai cittadini, nonché in tutte le strutture ove vengono alloggiati gli animali nel comune di Roma Capitale, tale da garantire senza interruzione alcuna i servizi sanitari e socio-sanitari essenziali, e soprattutto di verificare che non sia messa a rischio la salute dei pazienti nonché il benessere animale.

Proprio ieri ho appreso che il sindaco del comune di Roma ha sottoposto la mia segnalazione ai vertici di ACEA Spa per il seguito di competenza. Concludo quindi garantendo gli onorevoli interroganti che seguirò l'evolversi dell'emergenza idrica romana, e che ho dato mandato ai miei uffici di mettersi a disposizione dell'amministrazione regionale e comunale, perché si eviti che tale situazione di emergenza possa arrecare pregiudizio alla salute umana e animale.

 

(tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 26 luglio 2017