26 luglio 2017 - Camera
Lorenzin: tavolo di lavoro per criteri condivisi sul servizio di 118

Rispondo all'interrogazione, evidenziando preliminarmente che la rete delle centrali operative del 118, ovvero il sistema di assistenza sanitaria alla popolazione dal quale dipende l'efficacia e la tempestività del soccorso medico di urgenza, rientra, secondo la vigente previsione costituzionale, nelle competenze organizzative delle singole regioni. Ciò premesso, è un dato di fatto che le regioni abbiano adottato in questo ambito modelli assai diversi: in alcuni casi, la gestione del servizio è affidata a un'agenzia regionale, come avviene, ad esempio, nel Lazio e in Lombardia; altrove, sono stati istituiti livelli regionale di coordinamento, Abruzzo, Emilia-Romagna e Marche; in altri casi ancora, mi riferisco al Piemonte e alla Liguria, sono stati adottati modelli gestionali di tipo dipartimentale interaziendale; in altre regioni ancora, anche del Sud, il servizio è organizzato su base aziendale, a livello di singola azienda sanitaria, ma coordinato dalla direzione regionale competente.

In tale contesto, il Ministero della salute ha solo il compito di individuare, nell'ambito della definizione degli standard relativi all'assistenza ospedaliera, i parametri di riferimento nazionali per il dimensionamento delle centrali operative 118. Il DM n. 70 del 2015 contiene, infatti, l'indicazione rivolta alle regioni di procedere a una revisione organizzativa che, tenuto conto dell'esperienza organizzativa e gestionale maturata, nonché degli investimenti informatici avvenuti, garantisca la presenza di una centrale operativa per un bacino di riferimento orientativamente non inferiore a 0,6 milioni di abitanti o, comunque, di una per regione e/o provincia autonoma.

Solo nell'ambito della verifica dell'attuazione del DM n. 70 e degli adempimenti dei livelli essenziali di assistenza il Ministero della salute può, dunque, monitorare l'organizzazione dei servizi di emergenza predisposti dalle regioni, ivi compresi, a titolo esemplificativo, il numero delle centrali operative e delle postazioni medicalizzate e non. Ciò non significa, tuttavia, che non vi siano strumenti che siamo in grado di armonizzare alle modalità organizzative adottate nelle singole e variegate realtà regionali. Tale obiettivo, che costituisce, peraltro, un mio preciso impegno fin da quando ho assunto il ruolo di Ministro della salute, necessita, tuttavia, dell'adesione delle regioni che siedono nei singoli tavoli tecnici di coordinamento e che partecipano alle molteplici iniziative promosse dal Ministero al fine di diffondere e, se possibile, uniformare le migliori pratiche organizzative adottate in alcune realtà territoriali.

Proprio per raggiungere l'obiettivo di uniformare su standard qualitativamente elevati il servizio 118, è mio intendimento costituire un tavolo di lavoro con le regioni e l'Agenas per la definizione condivisa dei criteri generali per l'accreditamento dei servizi di soccorso sulla base delle migliori pratiche adottate dalle regioni virtuose.

 

(tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 26 luglio 2017