26 luglio 2017 - Camera
Padoan: banche venete, tutelati risparmiatori ma scelte azionisti non possono ricadere su collettività

Gli onorevoli interroganti chiedono di conoscere se non si ritenga opportuno che gli amministratori colpevoli dei comportamenti che hanno portato al dissesto di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza siano puniti adeguatamente; inoltre, chiedono di sapere se non si ritenga opportuno tutelare nel miglior modo possibile i correntisti e i piccoli azionisti danneggiati dal dissesto delle stesse banche, nonché i lavoratori.

Sul primo punto, in occasione di un'audizione parlamentare il 18 luglio scorso, ho già espresso con chiarezza il mio convinto sostegno, affinché al danno provocato corrispondano sanzioni severe e adeguate alla responsabilità degli amministratori colpevoli del dissesto. Strumenti sanzionatori severi sono peraltro già previsti dal nostro ordinamento e il mio auspicio è che la magistratura e le autorità di vigilanza li applichino nel modo più rigoroso e severo possibile.

Per quanto riguarda il meccanismo di ristoro, come ricordato dagli onorevoli interroganti, la liquidazione delle banche venete è stata accompagnata da un rilevante supporto pubblico proprio per limitare i danni alla comunità della regione interessata dal dissesto. L'intervento del Governo ha evitato che da un giorno all'altro migliaia di lavoratori rimanessero senza occupazione; ha consentito ai correntisti di non subire alcun danno; ha fatto salvi i diritti dei risparmiatori che hanno acquistato obbligazioni ordinarie. La ristrutturazione dell'attività bancaria, precedentemente in capo alle due banche, sarà gestita da Intesa-San Paolo e si prevede che l'eventuale fuoriuscita di personale avvenga esclusivamente su base volontaria. Inoltre abbiamo concordato con le autorità europee la possibilità di ristorare i clienti che sono stati indotti ad acquistare obbligazioni subordinate attraverso pratiche improprie in quanto quei titoli presentano caratteristiche di rischio non adeguate al profilo dei risparmiatori stessi. Purtroppo non esiste possibilità di deroga per coloro che invece hanno acquistato azioni. Chi compra azioni di una società, sia pure di una banca, assume un rischio elevato che contempla la possibilità di perdere completamente l'investimento. Compensare con un intervento a carico della collettività coloro che hanno assunto tale rischio vorrebbe dire far pagare anche a contribuenti che non sono in grado di effettuare alcun risparmio né investimento le scelte di altri contribuenti che hanno disposto di redditi o patrimoni più consistenti. Anche i piccoli azionisti possono essere considerati vittime di comportamenti illeciti ma gli effetti delle loro scelte e dei comportamenti impropri degli amministratori non possono gravare sulle tasche di tutti gli altri contribuenti.

 

(tratto dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 26 luglio 2017