27 aprile 2017 - Camera
Minniti: vicenda delle operazioni di salvataggio in mare dei migranti da parte delle ong
Interrogazione on. Laura Ravetto (FI-PdL)

 

Grazie signor Presidente, il tema sollevato nella interpellanza è insieme delicato e cruciale.

Esso si inquadra in uno scenario che, a fronte di flussi che non accennano a diminuire, anzi si palesano con indicatori significativamente in aumento, vede un impegno deciso, un nostro impegno deciso e determinato per governare i molteplici aspetti che hanno evidenti ricadute sul piano interno, sull'applicazione delle Convenzioni internazionali e sui rapporti con gli altri Stati.

Ho in più occasioni evidenziato come il governo dei flussi migratori richieda soprattutto un'attività proiettata sull'altra sponda del Mediterraneo: ne è testimonianza il memorandum siglato con la Libia lo scorso 2 febbraio, volto a contrastare la tratta di esseri umani. Venerdì scorso due motovedette sono state consegnate alla guardia costiera libica, con l'obiettivo di arrivare entro la fine di giugno al numero di dieci; contemporaneamente, c'è un impegno molto forte per quanto riguarda la sicurezza e il controllo dei confini sud della Libia: ricordiamoci che dalla Libia passa il 90 per cento, e forse più, del traffico di migranti illegali che arrivano nel nostro Paese.

L'obiettivo è dunque fermare i flussi e sconfiggere la sfida dei trafficanti di esseri umani, che con cinismo sempre più agghiacciante non tengono in alcun conto il rispetto della vita umana. L'evoluzione più recente del fenomeno vede infatti l'utilizzo sempre più frequente di mezzi leggeri per il trasporto dei migranti: tale circostanza rappresenta un elemento di accrescimento del rischio per l'incolumità dei migranti stessi. In questo scenario si svolge l'attività di Sophia, di Frontex, della nostra Guardia costiera e delle ONG.

Appare evidente che le attività di ricerca e soccorso non possono prescindere dal rispetto del principio fondamentale della salvaguardia della vita umana, imperativo imprescindibile. In questo quadro, ritengo tuttavia che le questioni sollevate dagli onorevoli interroganti non possono essere sottovalutate. Tuttavia, per evidenti ragioni di principio, che penso siano da voi condivise, si tratta di evitare generalizzazioni - come lei ha detto -, giudizi affrettati, attenendosi quindi ad una rigorosa valutazione degli atti. In questa fase, sono ancora in corso indagini sicuramente da parte della procura della Repubblica di Catania; il Comitato parlamentare Schengen, nell'ambito di un'indagine conoscitiva sulla gestione del fenomeno migratorio, ha recentemente rivolto la sua attenzione allo specifico tema attraverso audizioni programmate; la Commissione difesa del Senato sta svolgendo analoga attività di indagine sull'impatto delle attività delle organizzazioni non governative e sui flussi migratori, svolgendo una serie di audizioni rivolte anche ad esponenti di ONG, ed ha preannunciato le proprie conclusioni entro la prima settimana di maggio.

Anche il Governo ha aperto un canale di scambio informativo con la Commissione europea, l'Agenzia Frontex e il servizio diplomatico dell'Unione europea, per condividere ogni elemento utile alla definizione di un quadro di valutazione aggiornato. Il Governo dunque segue lo sviluppo di tali attività in stretto rapporto con il lavoro del Parlamento. Considero di particolare importanza acquisirne gli esiti finali, che verranno valutati con grande attenzione, mentre mi sento di garantire convintamente su questo la massima e leale collaborazione tra l'Esecutivo, il Ministero dell'interno e il Parlamento.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: giovedì 27 aprile 2017