27 settembre 2017 - Camera
Finocchiaro: corruzione nei concorsi universitari
Interrogazione On. Fabio Rampelli ed altri (FdI-AN)

  Grazie, Presidente. Rispondo ai quesiti sulla base degli elementi forniti alla Ministra Fedeli che è impossibilitata a partecipare. I fatti di cronaca, come sappiamo, si riferiscono alle due tornate 2012 e 2013 dell'abilitazione scientifica nazionale. Dopo un primo controllo da parte del Ministero risulta che, rispetto ai docenti indagati, sedici hanno fatto parte delle relative commissioni nominate; uno degli indagati ha fatto parte della commissione anche per la tornata 2016-2018 dalla quale ha rassegnato le dimissioni nello scorso mese di giugno. Ringrazio gli interroganti in quanto il quesito formulato permette di intervenire su una vicenda che non esitiamo a giudicare scandalosa e inaccettabile, ovviamente qualora risultasse confermata in sede giudiziaria. Il Ministero, come previsto dalla legge, ha il compito di nominare le commissioni per l'abilitazione scientifica nazionale, di verificare la regolarità formale degli atti relativi alla commissione e di pubblicare i risultati. Sulla base della normativa le Commissioni di valutazione sono composte da cinque professori ordinari a seguito di sorteggio effettuato all'interno di liste, una per ciascun settore concorsuale, contenenti i nominativi dei professori appartenenti al settore concorsuale che hanno presentato domanda per esservi inclusi rispetto ai quali è stata accertata la qualificazione scientifica da parte dell'Anvur. Quindi è un sorteggio ma non è una scelta discrezionale. Peraltro, nel corso dei lavori per il settore che è oggetto di indagini, sono state rassegnate le dimissioni da parte di più commissari e si è dovuto integrare ripetutamente per sorteggio la commissione stessa. Il Ministero ha poi provveduto alla formazione di tale commissione mediante ricorso a nuovo sorteggio ogni volta che, in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali, ciò si sia rivelato necessario. Nessuna comunicazione ufficiale è ancora pervenuta al Ministero relativamente ai provvedimenti assunti dall'autorità giudiziaria. Nel caso in cui questo avvenisse, il Ministero si riserva di costituirsi parte civile nel relativo procedimento. Ora le procedure di abilitazione sono coperte da ampia pubblicità, come sapete. Ma per rispondere esattamente alla richiesta, il MiUR, nel corso degli ultimi sei mesi, ha collaborato con l'Anac e con altri organismi rappresentativi del mondo accademico ai fini della stesura di una specifica sezione dedicata all'università del Piano nazionale anticorruzione e il documento, oggetto di scrupoloso esame, concerne anche fattispecie analoghe a quelle oggi oggetto di indagine. Si sono verificate possibili misure: alcuni aspetti chiave che riguardano l'università e il mondo della ricerca, la valutazione e il finanziamento dei progetti di ricerca, il processo di accreditamento delle sedi e dei corsi, il reclutamento dei professori. Il testo definitivo sarà adottato entro la metà del mese di ottobre. Tale documento si propone di togliere ogni area di opacità e zone d'ombra e affrontare in modo molto serio, rigoroso e trasparente ogni parte del funzionamento dell'università. È precisa intenzione del MiUR, sempre in ottobre, di adottare un vero e proprio atto di indirizzo sulla trasparenza e sui conseguenti comportamenti che devono ispirare la vita accademica e improntare codici etici e di autoregolamentazione degli atenei. Ogni altro aspetto utile verrà preso in considerazione.

 

 

 

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 27 settembre 2017