28 giugno 2017 - Camera
Delrio: rilancio degli investimenti in opere infrastrutturali
Interrogazione on. Vincenzo Garofalo (AP-CpE-NCD)

Grazie, Presidente. Grazie, onorevole, per questa interrogazione che consente di fare il punto. Intanto, diciamo che nel 2016 gli investimenti sono cresciuti in Italia - non sono calati - del 2,9 per cento, in modo superiore a quanto previsto nel DEF. Gli investimenti sono fatti di investimenti pubblici e di investimenti privati, così come classificati dall'Istat. Vorrei far notare che tra gli investimenti pubblici non sono inclusi gli investimenti di Ferrovie dello Stato, gli investimenti negli aeroporti, gli investimenti nei porti, cioè tutti i settori in cui gli investimenti stanno crescendo in maniera significativa, tant'è vero che tra le opere che abbiamo aperto recentemente vorrei ricordare opere aeroportuali imponenti come il terminal C dell'aeroporto di Fiumicino. Quel tipo di investimenti, come lei sa, non è incluso negli investimenti pubblici, dove invece sono considerati solo gli investimenti dei comuni, degli enti locali e di ANAS, per esempio. E così vale nei porti: gli investimenti delle autorità portuali sono considerati investimenti pubblici, ma la gran parte degli investimenti avvengono, come lei sa, dai terminalisti privati. Dunque, ci sono queste differenze. Tuttavia, a noi interessa che aumentino gli investimenti complessivamente per l'effetto positivo che hanno sul PIL.

La contrazione dei bandi di gara nel primo quadrimestre, che lei ha segnalato nella sua interrogazione, non mi preoccupa molto. Per esempio - e solo per darle un elemento - prevediamo di pubblicare gare alla fine dell'anno con RFI per 7 miliardi di euro, cioè quasi il doppio dell'anno scorso. Il problema casomai, come lei ha giustamente sottolineato, è come fare in modo che questi bandi di gara si tramutino in lavori. Abbiamo certamente pubblicato e aggiudicato il bando di gara della Roma-Latina, ma i ricorsi e i controricorsi stanno bloccando l'avvio dei lavori. Abbiamo pubblicato e aggiudicato i bandi di gara della Napoli-Bari, di cui oggi ho inaugurato un tratto tra Bovino e Cervaro, ma purtroppo ci sono ricorsi e controricorsi. Quindi, è ovvio che la previsione della ripresa degli investimenti pubblici dipende anche, oserei dire, da fattori che riguardano anche la tendenza che hanno le imprese a non considerare di lavorare con gli avvocati ma di lavorare di più con gli ingegneri, perché il numero dei bandi per i lavori che sono emanati da enti non considerati nel perimetro pubblico e non è destinato sicuramente a crescere. È anche il lavoro su cui ci stiamo concentrando, visto che gli elementi di programmazione sono stati tutti messi in campo (di programmazione e di pianificazione): 47 miliardi di euro con il DPCM; 11 miliardi e mezzo programmati con l'FSC sulla parte infrastrutture e altri 13 miliardi di euro programmati per i patti di sviluppo del Mezzogiorno. Complessivamente, c'è una mole di investimenti programmati credo mai vista in questo Paese che con l'allegato al DEF, dove vengono stabilite le priorità, ci possiamo anche utilmente concentrare per realizzare in tempi migliori, come lei giustamente auspica, per il bene dell'occupazione e del nostro Paese.

 

 

 

Tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati

Ultimo aggiornamento: mercoledì 28 giugno 2017