28 giugno 2017 - Camera
Finocchiaro: effetti della disciplina di sospensione cariche elettive dopo sentenza di condanna,
Interrogazione on. Federica Dieni (M5S)

Grazie, Presidente. Onorevoli deputati, io rispondo al quesito posto dagli onorevoli interroganti sulla base degli elementi che mi sono stati forniti dal Ministro dell'interno, che è impossibilitato a intervenire.

La sospensione degli amministratori locali, nelle ipotesi previste dall'articolo 11 del decreto legislativo n. 235 del 2012, può essere disposta solo nei confronti di coloro che abbiano formalmente assunto le funzioni pubbliche, presupposto che non può considerarsi giuridicamente venuto ad esistenza se non dopo che sia intervenuta la proclamazione degli eletti. Nel caso richiamato dagli onorevoli interroganti, la proclamazione del sindaco di Villa San Giovanni è avvenuta nella serata del 12 giugno scorso.

Il giorno seguente il prefetto di Reggio Calabria accertava l'esistenza di una causa di sospensione di diritto dalla carica nei confronti del neoeletto sindaco, ai sensi dell'articolo 11, lettera a) e comma 5, del decreto legislativo n. 235 del 2012, notificando il relativo provvedimento al neoeletto sindaco e agli altri componenti del consiglio comunale.

Tanto premesso, nell'interrogazione viene posta la questione della legittimità dell'atto sindacale di nomina del vicesindaco, sul presupposto dell'operatività di diritto dell'effetto sospensivo discendente dalla sentenza di primo grado, indipendentemente dal provvedimento prefettizio che avrebbe una natura meramente dichiarativa. Sul punto si osserva che la giurisprudenza ha costantemente affermato che la sospensione di diritto di un consigliere comunale decorre dalla comunicazione del provvedimento prefettizio al consiglio comunale, sul presupposto dell'efficacia costitutiva e non meramente dichiarativa dell'intervento del prefetto. Pertanto, sulla scorta delle pertinenti, coordinate normative giurisprudenziali, sembra ragionevole ritenere che il primo cittadino di Villa San Giovanni, dopo essere stato proclamato eletto, abbia legittimamente proceduto alla nomina del vicesindaco. Rammento che né il prefetto territorialmente competente né il Ministero dell'interno dispongono di poteri di controllo sugli atti delle amministrazioni comunali se non nei casi tipizzati dalla legge, che non comprendono la fattispecie in esame; rimane ferma, ovviamente, la possibilità che eventuali profili di illegittimità possano essere fatti valere in sede giurisdizionale. Ciò posto in punto di diritto, si osserva tuttavia che i contorni sostanziali della vicenda descritta appaiono comunque molto gravi. Proprio in ragione di ciò, la prefettura di Reggio Calabria, nell'ambito delle proprie competenze istituzionali, assicurerà la massima vigilanza sul funzionamento dell'ente.

 

Tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati

Ultimo aggiornamento: mercoledì 28 giugno 2017