29 marzo 2017 - Camera
Finocchiaro: risparmiatori Mps, Pop Vicenza e Veneto Banca
Interrogazione on. Daniele Pesco (M5S)

Signor Presidente, onorevoli deputati, rispondo in sostituzione del Ministro Padoan, che è impossibilitato a intervenire.

Il decreto-legge n. 237 del 2016, poi convertito in legge 2015 del 2017, autorizza il Ministro dell'economia e delle finanze a sottoscrivere o acquistare azioni di banche italiane, che hanno esigenza di rafforzare il proprio patrimonio in relazione alle carenze di capitale evidenziate nello scenario avverso di una prova di stress.

L''intervento è, quindi, possibile solo nei casi previsti dall'articolo 32, paragrafo 4, lettera d), n. iii) della direttiva 2014/59/UE.

La qualificazione dell'intervento statale come ricapitalizzazione precauzionale impedisce che dalla misura di supporto pubblico possa derivare l'avvio della risoluzione o della liquidazione della banca. La banca del Monte dei Paschi di Siena ha presentato, all'inizio dell'anno, la domanda di ricapitalizzazione precauzionale, mentre Veneto Banca e Banca popolare di Vicenza hanno annunciato, il 17 marzo del 2017, l'intenzione di richiedere il supporto pubblico.

L'effettiva concessione della misura di aiuti è oggetto di un complesso procedimento, che vede coinvolte la Banca centrale europea, come autorità di vigilanza, e la Commissione europea. Il procedimento relativo ad MPS è già in uno stato avanzato, mentre quello relativo alle banche venete è alle sue battute iniziali.

In primo luogo, come già messo in luce dagli interroganti, ai sensi della norma europea citata, hanno accesso alla ricapitalizzazione precauzionale solo le banche solventi, cioè le banche il cui patrimonio di vigilanza non sia inferiore ai minimi regolamentari, in termini di coefficiente di capitale primario di classe 1 e capitale totale. La condizione di solvenza viene attestata dalla BCE.

Ulteriore condizione è che il capitale pubblico non può essere utilizzato per coprire perdite realizzate o probabili. L'accertamento di tali perdite, nonché della disponibilità di mezzi privati a copertura delle stesse, è rimessa ad una interazione tra la BCE e la Commissione, tenendo anche conto del piano di ristrutturazione presentato alle banche interessate.

Infine, la misura di supporto pubblico deve essere in linea con quanto previsto dalla comunicazione sul settore bancario. In particolare, la sottoscrizione delle azioni potrà avvenire solo dopo la positiva decisione della Commissione europea sulla compatibilità con il mercato interno. E, inoltre, occorre procedere prioritariamente all'applicazione delle misure di condivisione degli oneri.

Poiché l'intervento pubblico sarebbe qualificato come ricapitalizzazione precauzionale, il burden sharing può assumere solo la forma delle conversioni in azioni degli strumenti ibridi e subordinati, mentre non può essere imposta la riduzione del valore di questi strumenti.

A differenza di quanto sembrano ritenere gli interroganti, non vi sono spazi di discrezionalità nazionale per escludere l'applicazione del burden sharing, tranne quella di rinunciare alla realizzazione di una misura di supporto pubblico e di dare corso a una misura di aiuto illegale. Comunque, il decreto-legge n. 237 prevede una forma di compensazione per gli investitori al dettaglio, quando siano rinvenibili diffuse distorsioni nel processo di allocazione dei prodotti finanziari.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 29 marzo 2017