29 marzo 2017 - Camera
Madia: ridimensionamento personale impiegato in basi militari
Interrogazione on. Roberto Capelli (DES-CD)

Grazie, Presidente. Come ricordato molto bene dall'onorevole Capelli, nella legge 9 marzo del 1971, n. 98, è stata disposta l'assunzione a tempo indeterminato nei ruoli organici del personale delle amministrazioni dello Stato di cittadini italiani che prestavano la loro opera nel territorio nazionale alle dipendenze di organismi militari della Comunità atlantica o di quelli dei singoli Stati esteri che ne fanno parte e che siano stati licenziati in conseguenza di provvedimenti di ristrutturazione degli organismi medesimi e, poi, successivamente, con la legge n. 244 del 2007 si è estesa tale possibilità anche al personale civile con un primo termine, che era quello del 31 dicembre 2006, che, poi, è stato prorogato al 31 dicembre 2012 per chi avesse prestato servizio continuativo per almeno un anno.

La problematica relativa ai lavoratori italiani impiegati nelle basi USA, come già detto, peraltro, in altre risposte sempre ad atti di sindacato ispettivo, per queste persone a rischio di licenziamento a causa del riassetto strutturale dell'Aeronautica e dell'Esercito statunitensi in Europa, è stata più volte affrontata come questione importante e urgente sia dal Ministero degli affari esteri che dal Ministero della difesa e, a tal fine, si è chiesta la revisione dei requisiti previsti dalla legge citata e l'incremento dell'apposito fondo istituito per finanziare tali assunzioni.

La legislazione vigente, infatti, non consente ulteriori assunzioni, tenuto conto che i beneficiari sarebbero coloro che hanno subito il licenziamento a seguito di provvedimenti di soppressione o riorganizzazione delle basi militari successivi al termine riferito prima, cioè quello del 31 dicembre 2012. Un'eventuale modifica dovrebbe comportare il differimento del predetto termine, nonché un incremento del relativo fondo allo stato non capiente.

Il problema maggiore, quindi, direi è quello proprio del reperimento delle risorse, oltre a quello conseguente dell'individuazione di criteri di priorità per il soddisfacimento delle richieste.

Il Governo, comunque, è assolutamente disponibile a valutare l'opportunità di una modifica normativa, anche d'iniziativa parlamentare, che possa soddisfare le richieste degli interroganti, compatibilmente con le risorse finanziarie necessarie alla risoluzione di questo problema, che il Governo stesso, come ho già detto, non ha mai sottovalutato.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 29 marzo 2017