29 novembre 2017 - Camera
Padoan: rilievi Commissione europea sulla legge di bilancio 2018
Interrogazione On. Filippo Busin ed altri (LNA)

Grazie Presidente, grazie onorevole, il 22 novembre la Commissione ha pubblicato la valutazione sul Draft Budgetary Plan(DBP) per il 2018 dell'Italia, contestualmente ad una lettera in cui si evidenziano le fasi future dalla valutazione della posizione di bilancio del nostro Paese.

La lettera si è rivelata decisamente meno problematica di quanto prospettato dagli interroganti. La Commissione non ha bocciato la legge di bilancio italiana, altrimenti verrebbe formalmente rigettato il di DBP entro i limiti stabiliti. Viceversa, nella lettera si riconoscono i progressi registrati dall'Italia negli ultimi anni in termini di miglioramento di competitività e crescita potenziale e di rafforzamento delle finanze pubbliche.

Nel DBP 2018 presentato dal Governo, la correzione programmata per il 2018 è di 0,3 punti percentuali di PIL, uno sforzo fiscale inferiore rispetto a quello standard richiesto dal braccio preventivo dal Patto di stabilità e crescita, che sarebbe 0,6 punti percentuali.

 

Ciò consente di bilanciare meglio l'obiettivo della stabilizzazione dell'economia con quello della stabilità finanziaria ed è coerente con l'immagine di discrezionalità che la Commissione ha deciso di adottare nella valutazione degli sforzi fiscali dei Paesi membri, laddove sussistano condizioni di bassa crescita nominale ed elevata disoccupazione.

Questo è il punto saliente della lettera, che per la prima volta afferma la correttezza di un aggiustamento strutturale di 0,3 punti percentuali. E si tratta della linea di Governo, seguita in tutti questi anni, secondo il cosiddetto sentiero stretto tra crescita e consolidamento.

Ciò detto, la lettera segnala una discrasia tra le previsioni del DBP e quelle della Commissione. Nella sua attuale valutazione, la Commissione stima un miglioramento inferiore allo 0,3 programmato dal Governo. La differenza rispetto alla correzione strutturale programmata dal Governo e quella prevista dalla Commissione per il 2018 è attribuibile a diversi fattori.

Intanto ad una stima di crescita del PIL più cauta da parte della Commissione in termini reali e nominali e, di conseguenza, un deficit nominale superiore di circa 0,2 punti percentuale rispetto all'obiettivo dell'1,6 per cento del PIL, programmato dal Governo.

In secondo luogo, secondo le stime della Commissione, l'output gap diverrebbe positivo nel 2018 e pari al 0,3 per cento del prodotto potenziale, mentre secondo le stime del Governo il livello dell'attività economica nel prossimo anno rimarrà al di sotto del potenziale, a fronte di un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto per i giovani, del basso grado di utilizzo dello stock di capitale di una spesa per investimenti ancora al di sotto dei livelli pre-crisi e di una crescita dei prezzi molto bassa.

La stima della variazione del saldo strutturale per il 2017 e per il prossimo anno è da considerarsi ancora preliminare e potenzialmente soggetta a successive revisioni nel corso dei prossimi mesi. E, pertanto, non può al momento giustificare l'adozione di manovre correttive aggiuntive, rispetto a quella in corso di adozione nella legge di bilancio 2018. Quello che la Commissione raccomanda, nella lettera di accompagnamento all'opinion sul DBP, è che il disegno di legge di bilancio 2018 non sia diluito nel corso dell'iter parlamentare, in quanto ha impatto sui saldi di finanza pubblica e sostenibilità del debito, con particolare riguardo al sistema pensionistico.

 

 

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 29 novembre 2017