3 maggio 2017 - Camera
Calenda: web tax, anche per rilanciare gli investimenti in ricerca e innovazione
Interrogazione on. Francesco Laforgia (MPD)

Grazie. In merito al quesito posto dall'onorevole Laforgia e altri, specifico che il tema della cosiddetta web tax deve necessariamente essere inserito in un ambito di cambiamento di prospettiva almeno a livello europeo; ogni tentativo di risolvere la questione solo a livello nazionale, quindi esclusivamente a livello nazionale, rischia di dimostrarsi velleitario. È pacifica l'esistenza di un problema nella fiscalità internazionale, a oggi incentrata esclusivamente sul luogo di produzione del reddito; il mercato della clientela è ritenuto, quindi, di per sé irrilevante per la quantificazione delle tasse. Questa impostazione va ripensata per diverse ragioni. Gli Stati europei, in questa materia, sono diventati luogo di consumo, più che di produzione di reddito. La rapida espansione delle piattaforme digitali di vendita di prodotti e servizi rende ancora più rilevante, ai fini della tassazione, il luogo di consumo. La forte competizione fiscale, anche all'interno degli Stati membri dell'Unione, consente forme molto aggressive di, diciamo così, ottimizzazione fiscale.

In base ai principi del diritto internazionale tributario, una società con sede all'estero può essere tassata nello Stato della fonte del reddito soltanto se vi produce redditi da cespite oppure redditi di impresa, ma esclusivamente in presenza di una stabile organizzazione. Il concetto di stabile organizzazione non può essere manipolato unilateralmente in presenza di un trattato contro le doppie imposizioni. Anche se l'Italia allargasse oggi il concetto di stabile organizzazione, la modifica resterebbe senza effetti, vista la prevalenza dei trattati sulle norme interne. In questo senso, il progetto di Base Erosion e Profit Shifting dell'OCSE propone alcune modifiche al modello di convenzione Ocse e al relativo commentario, tendendo ad ampliare la nozione di stabile organizzazione personale, al fine, soprattutto, di colpire la figura del commissario alla vendita.

Inoltre, viene resa più ardua la prova che le attività siano preparatorie e ausiliari, e quindi tali da escludere la sussistenza di una stabile organizzazione, e viene proposta l'introduzione di una norma anti frammentazione dell'attività. Il BEPS Package dovrà essere implementato, per l'appunto, mediante previsioni convenzionali. L'amministrazione finanziaria italiana sta in ogni caso facendo grandi sforzi nell'accertare, ove sussistenti, delle stabili organizzazioni occulte e in ogni caso redditi prodotti in Italia dalle grandi multinazionali dell'UE. Nel recente vertice G20 di Baden-Baden i ministri finanziari hanno discusso di tassazione ed economia digitale, ed è emersa la consapevolezza dell'importanza di un approccio coordinato e condiviso. Il G20 ha chiesto quindi alla Task force on digital economy che attualmente opera nell'ambito OCSE di presentare un primo rapporto entro la primavera del 2018. Dunque, d'accordo, è un tema che va regolato; attenzione a non regolarlo pensando di essere in un regime autarchico, perché così non funzionerebbe e creerebbe delle distorsioni.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 3 maggio 2017