3 maggio 2017 - Camera
Costa: referendum recentemente indetti dalle regioni Veneto e Lombardia
Interrogazione on. Domenico Menorello (CI)

 Presidente, in merito all'interrogazione dell'onorevole Menorello, concernente l'avvio della procedura per il riconoscimento di un'autonomia differenziata da parte delle regioni Lombardia e Veneto, con la programmazione di un referendum consultivo per il 22 ottobre, solo la regione Veneto - dobbiamo evidenziare - ha già provveduto ad indire il referendum, con decreto del presidente della regione del 24 aprile 2017. Faccio presente quanto segue. Già lo scorso anno, e precisamente il 17 marzo 2016, il presidente Zaia aveva chiesto formalmente di avviare il negoziato con il Governo, per il conseguimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Con nota del 16 maggio successivo, ho comunicato la disponibilità ad avviare la procedura di carattere concertativo, prevista dall'articolo 116 della Costituzione.

La scelta operata dalle regioni Lombardia e Veneto, di procedere alla consultazione dei propri elettori in questa materia, non incide minimamente sui passaggi procedurali previsti dall'articolo 116, terzo comma, della Costituzione: iniziativa della regione interessata, parere degli enti locali, obbligatorio ma non vincolante, rispetto dei principi previsti dall'articolo 119 della Costituzione, intesa tra Stato e regione e approvazione della legge a maggioranza assoluta dei componenti delle Camere, sulla base dell'intesa tra lo Stato e la regione.

Le materie che possono formare oggetto di autonomia differenziata e, pertanto, di trattativa con il Governo sono tutte le materie di legislazione concorrente e alcune materie di competenza esclusiva dello Stato, comprese nell'elenco di cui all'articolo 117, secondo comma, della Costituzione.

Ribadisco anche in questa sede, come ho già fatto formalmente lo scorso anno ed ho ripetuto all'inizio di quest'anno rispondendo al presidente Zaia, la disponibilità di avviare con la regione Veneto, con spirito di leale collaborazione, un proficuo confronto nel quadro di quanto previsto dalla Costituzione. È ovvio che, per un proficuo risultato, accorra la disponibilità della regione interessata al confronto con il Governo.

Ritengo necessario, inoltre, precisare che eventuali trasferimenti di risorse, anche ulteriori rispetto a quelle in atto, potranno essere quantificate solo a valle della trattativa, relativa al trasferimento di competenze, tenendo conto di quanto prevede la Costituzione in materia.

Va da sé, infine, che ogni quantificazione delle risorse da trasferire, così come l'intero contenuto dell'intesa, dovrà reggere ad ogni verifica di costituzionalità sotto il profilo della ragionevolezza di quanto disposto dalla Costituzione.

In conclusione la nostra porta è aperta ed è sempre stata aperta. È fondamentale che la regione Veneto, oltre a bussare, cioè ad avviare le trattative, punti a coltivare questa trattativa. Se alla nostra dichiarazione di disponibilità ad iniziare le trattative, per raggiungere l'intesa con la regione Veneto, si fosse immediatamente data una concretizzazione con il confronto con il negoziato, la legge di approvazione dell'intesa con il Veneto, prevista dall'articolo 116, terzo comma, della Costituzione potrebbe fare registrare oggi già un iter avanzato.

 

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 3 maggio 2017