3 maggio 2017 - Camera
Finocchiaro: contrasto all’immigrazione clandestina
Interrogazione on. Achille Totaro (FdI-AN)

Signor Presidente, onorevoli deputati, come il Ministro dell'interno ha avuto modo di rappresentare in vari interventi nelle Aule parlamentari, da ultimo, la settimana scorsa, il Governo, di fronte alla complessità e strutturalità del fenomeno migratorio, sta portando avanti una linea netta: coniugare le istanze derivanti dal diritto internazionale, dalla normativa europea e dalla Costituzione, che prescrivono di offrire accoglienza a chi ha titolo alla protezione internazionale o umanitaria, con le istanze della comunità nazionale, che vive la pressione migratoria come fattore di insicurezza. La strada intrapresa, l'unica davvero percorribile, è quella di investire sulle politiche di integrazione e inclusione, preservando, nel contempo, le legittime aspettative di sicurezza dei cittadini.

Fin dal suo insediamento, il Governo ha posto il contrasto dell'immigrazione irregolare al centro della sua agenda, adottando varie iniziative in linea con le recenti raccomandazioni indirizzate dall'Unione europea agli Stati membri, al fine di rendere più efficaci le procedure di rimpatrio. In questo ambito, è stato dato nuovo impulso alle politiche di partenariato con i Paesi di origine e transito dei flussi migratori. In attuazione del memorandum siglato a febbraio con la Libia, lo scorso 21 aprile, due motovedette sono state consegnate alla Guardia costiera libica, con l'obiettivo di arrivare, entro la fine di giugno, al numero di dieci. Contemporaneamente, c'è un forte impegno sul fronte della sicurezza e del controllo dei confini sud dello Stato africano, dai quali, come è noto, passa circa il 90 per cento dei flussi migratori diretti verso il nostro Paese. Il Comitato misto previsto dall'articolo 3 del Memorandum si è riunito la prima volta a Roma, lo scorso 14 marzo, e ha posto le basi per la sollecita e compiuta attuazione delle altre parti dell'accordo.

Rimanendo in tema di cooperazione internazionale, evidenzio che sono in corso trattative con vari Paesi per lo più africani, per negoziare nuovi accordi di riammissione, e in questa direzione cito, in particolare, per la rilevanza della dinamica dei flussi, gli intensi e proficui contatti a livello di esperti ministeriali che intercorrono con il Niger e la Tunisia.

Come è noto, l'impegno del Governo per il rafforzamento delle politiche di rimpatrio si è concretizzato anche sul piano normativo con l'adozione del decreto-legge n. 13 del 2017, con il quale sono stati istituiti i Centri permanenti per il rimpatrio, allo scopo di rendere più efficace l'esecuzione dei provvedimenti di espulsione, con una finalizzazione più immediata al rimpatrio forzato delle persone potenzialmente pericolose per la sicurezza del Paese. Il citato provvedimento d'urgenza, inoltre, dedica alcuni passaggi ai profili regolatori degli hotspot, strutture destinate, prioritariamente, al soccorso e alla prima assistenza, in cui vengono eseguite anche le fondamentali operazione di rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico che consentono di identificare esattamente lo straniero nonché di assolvere all'obbligo di alimentare Eurodac, il database europeo per il confronto delle impronte digitali.

Se attraverso l'insieme delle misure che ho appena esposto si riuscirà a rendere più efficace il meccanismo dei rimpatri forzati, si realizzerà nel contempo un positivo effetto di strascinamento anche sui rimpatri volontari assistiti, ciò in quanto, se vi è certezza e rigore nell'esecuzione dei rimpatri forzati, quelli volontari assistiti saranno considerati in maniera diversa dal cittadino straniero in posizione regolare nel nostro Paese. Proprio per dare il massimo impulso a questo istituto, già nei mesi scorsi il Ministero dell'interno ha dato disposizioni affinché siano destinate alla sua attenzione risorse finanziarie in misura doppia rispetto all'anno scorso.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 3 maggio 2017