4 ottobre 2017 - Camera
Lotti: ruolo presidente Automobil Club Italia nelle federazioni sportive
Interrogazione On. Roberto Capelli (DeS-CD)

 Grazie, Presidente. Non ero a conoscenza delle altre interrogazioni, onorevole Capelli, però risponderò in questa sede per quanto di mia competenza, essendo la vigilanza dell'ACI ripartita tra la Presidenza del Consiglio, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero della Giustizia. Probabilmente le altre interrogazioni facevano riferimento anche agli altri Ministeri…Al Ministro Franceschini, quindi al Ministero dei beni e attività culturali e del turismo. L'Autorità nazionale anticorruzione ha analizzato con attenzione la posizione del presidente Sticchi Damiani distinguendo il profilo della presunta incompatibilità, di cui al decreto legislativo n. 39 del 2013, da quello del presunto conflitto di interessi. Cito una parte della sua interrogazione, onorevole. Dal primo punto di vista la decisione dell'Anac del 5 luglio 2017, che possiamo allegare alla risposta, non si presta ad alcuna interpretazione diversa: non sussiste alcuna violazione della legge Severino in materia di incompatibilità. Cito le due principali ragioni riportate nel testo. In primo luogo perché leggo testualmente dalla delibera “l'assenza di deleghe gestionali anche in capo alla figura del presidente dell'ACI determina l'impossibilità di ricondurre tale carica nella definizione di amministratore di ente pubblico”. In secondo luogo - mi attengo ancora al testo della delibera – “le incompatibilità di amministratore di ente pubblico di livello nazionale non seguono le regole previste per gli amministratori di enti pubblici di livello regionale”. È quindi escluso che sussistano cause di incompatibilità.

Passando al secondo profilo concernente la presunta sussistenza di un conflitto di interessi va aggiunto che la delibera dell'Anac è ben più articolata di quanto appare dalla parte citata nell'interrogazione. È vero che in termini generali l'Autorità nazionale anticorruzione ha sottolineato come l'astensione possa sanare l'insorgenza dei conflitti di interesse solo se riferita a casi episodici ma è altrettanto vero che la stessa Anac non si è sbilanciata da questo punto di vista e anzi ha utilizzato locuzioni estremamente ipotetiche ed eventuali. In definitiva quindi l'Autorità nazionale anticorruzione non ha fatto ritenuto sussistente un conflitto di interessi in capo al presidente Sticchi Damiani ma ha semplicemente rimesso alle amministrazioni vigilanti il compito di approfondire la questione ed è proprio questa la mia intenzione: cogliere la sollecitazione del collega interrogante e approfondire la questione tenendo tuttavia ben presente che a priori non può essere dichiarata l'esistenza di un conflitto di interesse ma solo nelle singole delibere dell'ente.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 4 ottobre 2017