5 aprile 2017 - Camera
Calenda: garanzie su produttività e occupazione stabilimenti dell’ex gruppo Novelli
Interrogazione on. Adriana Galgano (CI)

Grazie. Non ripercorro tutte le tappe già ricordate. Oggi, dopo lunghe trattative, le parti sociali e i rappresentanti del Gruppo IGreco non hanno ancora trovato un'intesa in grado di dare prospettive stabili al Gruppo. Il piano industriale presentato dalla nuova proprietà prevede, oltre a interventi di efficientamento e recupero di produttività, importanti investimenti per un totale di oltre 30 milioni di euro, destinati al rifacimento degli impianti, allo sviluppo della capacità produttiva e al recupero di attività precedentemente dismesse. La riorganizzazione proposta dall'azienda, modificata anche col contributo delle istituzioni presenti ai tavoli di trattativa, oltre che delle stesse organizzazioni sindacali, potrebbe consentire di dare prospettive economiche e occupazionali positive. Il Ministero sta proseguendo in questi giorni l'opera di mediazione tra le parti, nella ricerca di un accordo che ha l'obiettivo di favorire l'attuazione di un piano industriale che offra possibilità concrete di rilancio. Per queste ragioni, il Mise sta invitando le parti a individuare un ragionevole punto di intesa, coerente con il piano industriale presentato dalla nuova proprietà, che consenta di tutelare al meglio l'occupazione, riorganizzare un'azienda governata da anni in modo improprio, dare il via al piano di investimenti previsto, e soprattutto sviluppare nuovi prodotti e nuovi mercati. Se si troverà rapidamente l'auspicata intesa, il Mise, insieme alle regioni e alle comunità locali interessate, non mancherà di supportare, nell'ambito delle normative nazionali e comunitarie, un importante piano industriale. In merito alla richiesta dell'interrogante di fare chiarezza sulla cessione della ex Novelli, preciso che le conoscenze del Mise sono riferite a quanto gli organi di gestione e controllo del gruppo hanno pubblicamente evidenziato, anche nel corso degli incontri svolti. Sulla base di questa informazione e degli atti formali compiuti presso gli organi amministrativi e giudiziari competenti, il Ministero non ha elementi di contestazione dell'operato. Il ricorso al giudice di alcuni creditori e di alcuni azionisti della Novelli sarà certamente l'occasione per quei chiarimenti che da alcune parti si invocano, ma che non sono in alcun modo nelle disponibilità e responsabilità del Ministero dello sviluppo economico.

 

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 5 aprile 2017