5 aprile 2017 - Camera
Calenda: ritiro dell'autorizzazione unica al progetto Tap
Interrogazione on. Diego De Lorenzis (M5S)

Grazie, Presidente. Onorevole Presidente, onorevoli deputati, in merito al quesito posto, occorre precisare che la scelta del metanodotto TAP, innanzitutto, accrescerà la sicurezza degli approvvigionamenti, la diversificazione delle fonti di provenienza del gas, l'aumento dell'offerta e del numero di fornitori in concorrenza sul mercato italiano ed europeo, con effetti a tendere positivi sui prezzi.

Il mix energetico italiano - vale ricordarlo - è tra i più verdi d'Europa, avendo superato con sei anni di anticipo il target sulla quota di energia da fonti rinnovabili al 2020. La produzione elettrica nazionale è, infatti, coperta al 39 per cento da fonti rinnovabili, al 15 dal carbone, al 40 per il gas e al 6 per cento da altre fonti.

Come presentato nell'audizione parlamentare sulla SEN - ovviamente i documenti sono a disposizione -, la quota di rinnovabili crescerà ulteriormente erodendo le quote del carbone e il gas dovrà garantire la stabilità e la sicurezza della rete elettrica nazionale, colmando l'intermittenza e la variabilità delle fonti rinnovabili.

Relativamente al richiamato presunto eccesso di infrastrutture di approvvigionamento, i gasdotti sono progettati per assicurare la massima portata giornaliera nel periodo di punta di consumi invernali, a cui viene sommato un margine addizionale di sicurezza ed è, quindi, del tutto fuorviante confrontare il consumo annuo con la capacità teorica massima annua di importazione, ottenuta moltiplicando la portata giornaliera tecnica massima per tutti i giorni dell'anno, in quanto ciò presupporrebbe un utilizzo a pieno regime di tutti i gasdotti, non considerando la stagionalità dei consumi e l'effettiva disponibilità, a monte, di contratti di fornitura di gas corrispondenti.

L'importante, piuttosto, è diversificare le fonti e le rotte di approvvigionamento. L'Italia attualmente dipende, infatti, per il 45 per cento dal gas russo, percentuale che sale al 65 nei picchi invernali; gran parte delle altre forniture vengono, poi, dall'Algeria e dalla Libia, che è ancora un'area instabile. Complessivamente, da qui al 2020, scadranno contratti di fornitura a lungo termine per un totale di 35 miliardi di metri cubi di gas, con un deficit potenziale rispetto alla domanda prevista pari a 14 miliardi di metri cubi. Il TAP dovrà garantire questo gap in maniera significativa.

Relativamente al metanodotto e al collegamento alla rete nazionale di trasporto, il relativo costo verrà inserito dall'Autorità per l'energia nel calcolo della tariffa di trasporto del gas, che sarà pagata dalle società che importeranno il gas a zero in Italia. Tutti i costi di trasporto dall'Azerbaijan fino all'Italia saranno pagati dalle società private che importeranno, in concorrenza tra loro, il gas fino al nostro Paese.

La diversificazione delle fonti e l'aumento dell'offerta creeranno, dunque, una spinta concorrenziale che spingerà al ribasso i prezzi per gli utenti finali, le imprese e le famiglie. Non ripercorro qui l'iter autorizzativo già discusso sul metanodotto TAP, la cui legittimità è stata confermata dal TAR e dal Consiglio di Stato. Per tutte queste ragioni il metanodotto TAP è un'infrastruttura strategica e fondamentale per conseguire gli obiettivi di sicurezza energetica, di decarbonizzazione, di competitività dei prezzi.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 5 aprile 2017