5 aprile 2017 - Camera
Galletti: realizzazione termovalorizzatore di Case Passerini (Firenze)
Interrogazione on. Massimo Parisi (SC-ALA CLP-MAIE)

Signora Presidente, grazie all'onorevole Parisi. Tenterò di rispondere in 3 minuti ad una storia di 31 anni: non è del tutto semplice. Si fa presente innanzitutto che l'impianto di termovalorizzazione di Case Passerini è stato autorizzato dagli enti territoriali competenti: l'avvio dei lavori era previsto entro l'estate 2016, con possibilità di renderlo operativo entro il 2017. La provincia di Firenze, il 17 aprile 2014, si era espressa in ordine alla compatibilità ambientale del progetto definitivo, subordinandolo al rispetto di specifiche prescrizioni. L'attuale città metropolitana di Firenze il 23 novembre 2015 ha rilasciato l'autorizzazione unica, ai sensi del decreto legislativo n. 387 del 2003, per la realizzazione e gestione dell'impianto. Com'è noto, secondo quanto riferito dalla regione Toscana, l'autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio rilasciata dalla città metropolitana di Firenze è stata annullata dalla sentenza del TAR Toscana dell'8 novembre 2016, e attualmente si è in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato, la cui udienza di trattazione è prevista per il 5 ottobre prossimo. La regione Toscana fa presente che, a seguito della pronuncia del Consiglio di Stato, potranno essere valutate e aggiornate in maniera più realistica le tempistiche di realizzazione dell'impianto in questione.

Come lei ha ricordato, ai sensi dell'articolo 35 dello “sblocca Italia”, l'operatività dell'impianto di Sesto Fiorentino è stata considerata strategica per garantire l'autosufficienza energetica non solo della regione Toscana, ma anche dell'intera macro-area Centro. In ogni caso, anche a prescindere dall'esito delle vicende giudiziarie concernenti la legittimità del titolo autorizzatorio a suo tempo rilasciato, l'impianto di termovalorizzazione in questione mantiene senz'altro le caratteristiche per essere ricompreso tra quelli identificati quali costituenti la rete strategica nazionale. A tal proposito, si fa presente che nell'anno 2015 le tre province, Firenze, Prato e Pistoia, costituenti l'ATO Toscana centrale, hanno prodotto oltre 776 mila tonnellate di rifiuti urbani, da cui residuano, con il 65 per cento di raccolta differenziata, oltre 268 mila tonnellate di rifiuti non differenziati. A queste si sommano gli scarti degli impianti di compostaggio delle piattaforme di valorizzazione di carta, cartone e plastica.

Il dato da solo, anche portando le raccolte differenziate al 70 per cento, come si sta facendo, evidenza che l'impianto è necessario a garantire l'autosufficienza di ATO e ad eliminare il conferimento a discariche fuori ATO o ad impianti di termovalorizzazione del Nord Italia. Inoltre, sulla base degli elementi acquisiti, risulta che la regione Toscana ha di recente deciso di eliminare dalla pianificazione gli impianti di termovalorizzazione residuale di Selvapiana e di Testa, rispettivamente previsti per circa 60 mila e 90 mila tonnellate anno. 

A ciò si aggiunga che la pianificazione istituzionale e le successive convenzioni con ATO Toscana Centro hanno previsto che al termico di Case Passerini possano essere conferite anche 30 mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi. La regione Toscana è ancora largamente dipendente dalle discariche: dunque, in ultima istanza, l'impianto di Case Passerini potrà assolvere pienamente il ruolo di impianto di rete strategica. Per quanto di competenza, il Ministero continuerà a svolgere un'attività di monitoraggio, nonché a tenersi informato e a mantenere alto il livello di attenzione sulla questione. 

 

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 5 aprile 2017