5 aprile 2017 - Camera
Pinotti: crescente afflusso di migranti irregolari e interventi Ong
Interrogazione on. Filippo Busin (LNA)

Presidente, desidero precisare che il quesito posto dall'onorevole Busin e altri presenta considerazioni di competenza del Ministero dell'interno e, riguardo alle Capitanerie di porto, anche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Per quanto riguarda gli argomenti riguardanti il mio Ministero, quindi la difesa, in particolare l'imposizione del blocco navale evocato dagli onorevoli interroganti, vorrei specificare che tale misura, prevista dal diritto dei conflitti armati, non è mai stata posta in essere dal dopoguerra a oggi. Più di recente, sono stati attuati due embarghi coercitivi: uno negli anni Novanta, in prossimità delle acque territoriali della ex Jugoslavia, e uno nel 2011, nel corso dell'operazione svolta dalla coalizione internazionale per l'intervento in Libia. In entrambi i casi si è agito sempre sotto egida di risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e le operazione citate avevano come scopo principale quello di impedire il transito di materiali di armamento e non di arginare il flusso di esseri umani. Per quanto riguarda il ruolo della Marina, richiamato per chiedere se ci sono dei problemi legati alla presenza di ONG, ricordo che la Marina è impegnata principalmente in due operazioni - sono tre le operazioni, ma due sono quelle richiamate dall'argomento dell'interrogazione -, in particolare l'operazione Mare Sicuro, che svolge compiti di sorveglianza ed eventuale protezione delle piattaforme petrolifere nazionali ubicate in acque territoriali, deterrenze e contrasto nei confronti di organizzazioni criminali dedite ai traffici illeciti, protezione dei mezzi nazionali impegnati in attività di ricerca e soccorso. In ambito dell'Unione europea, con l'operazione Sophia, a leadership italiana, stiamo rafforzando le capacità navali e di polizia libiche, anche tramite la formazione della loro Marina e Guardia costiera, mettendo il Paese in condizione di diventare protagonista del controllo dei flussi migratori. Rispetto a queste missioni, non abbiamo evidenza di manovre o attività ad opera di natanti delle ONG che abbiano costituito intralcio allo svolgimento delle operazioni della Marina, come richiesto nell'interrogazione.

Andiamo però alla centralità della sua domanda, quindi più ai profili di competenza del Ministero dell'Interno, per i quali ribadisco quanto affermato dalla Ministra per i rapporti col Parlamento in risposta a una recente interrogazione dell'onorevole Rampelli: sulla base del recente rapporto Frontex, gli organi di polizia hanno avviato indagini finalizzate a verificare la regolarità delle procedure di soccorso adottate dalle citate ONG; evidenzio inoltre che la Commissione difesa del Senato ha da poco deliberato lo svolgimento di un'indagine conoscitiva prevedendo un ciclo di audizioni, con il coinvolgimento anche dei responsabili delle ONG; sul tema dell'immigrazione, l'Interno ricorda - che è un tema quindi complessivo - le iniziative del migrationcompact, la sottoscrizione del memorandum di intesa con la Libia per la riduzione dei flussi migratori e la costituzione del gruppo di contatto per la rotta del Mediterraneo centrale. Certo, è un fenomeno complesso, però, come Governo, si sta provando a dare una risposta utilizzando strade molteplici, quindi interessando anche diversi Ministeri.

 

 (tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 5 aprile 2017