5 aprile 2017 - Camera
Poletti: disciplina lavoro accessorio a favore famiglie e piccole imprese
Interrogazione on. Maurizio Baradello (DeS-CD)

Grazie, Presidente, grazie, onorevole. Preliminarmente, voglio puntualizzare che il lavoro accessorio non è stato disciplinato dal Jobs Act, ma dal decreto legislativo n. 276 del 2003, che è stato poi modificato negli anni successivi al fine di estenderne l'utilizzabilità. In particolare, nel 2012, con la legge n. 92 sono stati eliminati i limiti settoriali all'interno dei quali i voucher potevano essere utilizzati e, nel 2013, con il decreto n. 76 è stato eliminato il requisito della natura meramente occasionale delle prestazioni lavorative che possono essere retribuite mediante voucher. A seguito di questi interventi normativi, l'uso dei voucher ha fatto registrare una crescita assolutamente abnorme, passando dai 38 milioni venduti nel 2013 ai 134 del 2016, evidenziando anche fenomeni di utilizzo improprio, in alcuni settori. A seguito dell'attività di monitoraggio dell'uso dei voucher, avviata nel 2015 dal Ministero del lavoro in collaborazione con l'INPS, con il decreto n. 185 del 2016, sono stati introdotti, per i committenti imprenditori e professionisti, più stringenti obblighi di comunicazione delle modalità di impiego dei prestatori che avevano prodotto effetti di contenimento dell'uso dello strumento.

A seguito della situazione determinatasi con la richiesta di referendum, la decisione del Governo di abrogare con il decreto-legge n. 25 del 2017 la disciplina del lavoro accessorio nasce, come chiaramente evidenziato dal Presidente del Consiglio dei ministri, dalla scelta di evitare un confronto referendario fortemente ideologico, su un tema che richiede un approccio più sereno e approfondito. Il decreto legge n. 25 prevede, comunque, che i buoni richiesti prima del 17 marzo, data di entrata in vigore del decreto, possono essere utilizzati fino al 31 dicembre 2017. A questo proposito, il Ministero del lavoro ha già precisato che il loro utilizzo, in questo periodo transitorio, dovrà essere effettuato nel rispetto delle norme oggetto di abrogazione da parte del decreto.

In risposta al quesito proposto dall'onorevole interrogante, desidero confermare l'intenzione del Governo, già preannunciata dal Presidente del Consiglio e ribadita anche in questi giorni, di attivare rapidamente un confronto con le parti sociali interessate, al fine di individuare tempestivamente nuove forme di regolamentazione delle prestazioni di lavoro accessorio e occasionale. Tenendo conto degli elementi riscontrati dal monitoraggio sopra riferito, si potranno individuare, in primo luogo, soluzioni diversificate per famiglie e imprese, in ragione dell'evidente e diversa natura delle domande. Per quanto riguarda, in particolare, le imprese e i professionisti, col concorso delle parti sociali potranno poi essere individuate particolari esigenze settoriali meritevoli di soluzioni specifiche.

 

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 5 aprile 2017