5 luglio 2017 - Camera
Calenda: Iniziative per rilancio stabilimento Bosch di Bari
Interrogazione on. Annalisa Pannarale ed altri (SI-SEL-POS)

 Intanto il tema dei contributi dati, che era stato sollevato nella domanda: a fine 2007 sono stati sottoscritti tre accordi con Bosch, che prevedevano investimenti complessivi pari a circa 120 milioni di euro, finalizzati principalmente all'ampliamento del centro di ricerca per lo sviluppo e il collaudo di componenti di motori diesel common rail e all'aumento della produttività dello stabilimento pugliese. Nello specifico, il contratto di localizzazione di Centro studi, le cui spese ammontavano a 26,7 milioni di euro, è stato revocato a seguito della rinuncia del soggetto proponente con decreto del 12 novembre 2011; mentre per quanto riguarda il contratto di localizzazione di Tecnologie Diesel e Sistemi Frenanti Spa, le cui spese ammesse ammontavano a 89,4 milioni di euro, è stato ultimato nel 2010, con un totale di spese ritenute ammissibili a contribuzione di 41,5 milioni di euro.

Le agevolazioni concesse in via definitiva con decreto del 29 novembre 2013 ammontano a euro 13,2 milioni. Successivamente all'adozione del predetto decreto, l'impresa beneficiaria ha provveduto a comunicare all'amministrazione l'avvenuta dismissione di alcuni macchinari agevolati prima dell'avvenuto decorso del prescritto quinquennio di non distoglimento; conseguentemente, con decreti del 26 febbraio 2015 e del 29 settembre 2015, è stata disposta la restituzione di una parte delle somme concesse. Negli ultimi cinque anni, tuttavia, per quanto riguarda eventuali finanziamenti di cui l'impresa avrebbe beneficiato da parte del Ministero dello Sviluppo economico, non sono state concesse ulteriori agevolazioni in favore del gruppo Bosch nella sede barese, né direttamente né tramite eventuali soggetti convenzionati con lo stesso Ministero.

Circa la questione occupazionale resa pubblica dall'azienda, che ha presentato di recente il piano industriale per i prossimi cinque anni prevedendo, come diceva l'interrogante, 850 unità, ossia il 40 per cento del totale degli attuali 1.890 dipendenti, il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, consultato in merito, ha riferito che al momento su questo fronte non risultano istanze di accesso agli ammortizzatori sociali. Considerate queste premesse e la delicata situazione che l'impresa sta affrontando, il Ministero dello Sviluppo economico è certamente disponibile ad attivare un tavolo di confronto, qualora le parti, come deve essere, lo richiedano, al fine di dare la massima collaborazione per trovare la migliore soluzione possibile e consentita, anche a tutela dei livelli occupazionali.

 

 

Tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati

Ultimo aggiornamento: mercoledì 5 luglio 2017