5 luglio 2017 - Camera
Orlando: contrastare diffusione sul web della propaganda terroristica
Interrogazione on. Lia Quartapelle Procopio ed altri (PD)

Riservo al tema in discussione prioritaria attenzione, nella consapevolezza che la lotta la minaccia globale del terrorismo passi, come è stato detto, anche attraverso una ridefinizione complessiva del ruolo dei social network ed un efficace controllo dei messaggi veicolati dalla rete.

Sul versante delle iniziative normative volte al contrasto del fenomeno, vorrei ricordare che, con gli interventi legislativi del 2015 e del 2016, abbiamo assicurato il recepimento delle fattispecie di reato previste dagli strumenti delle Nazioni Unite e del Consiglio d'Europa per contrastare la minaccia posta dai foreign fighters, rafforzando così, altresì, gli strumenti di indagine e di prevenzione in grado di contrastare l'utilizzo del web da parte delle organizzazioni terroristiche.

In particolare, abbiamo attribuito all'autorità giudiziaria il potere di oscurare i siti internet e rimuovere i contenuti online che siano connessi alla propaganda jihadista e alla perpetuazione delle condotte terroristiche. Al fine di garantire un costante monitoraggio del fenomeno, l'organo del Ministero dell'interno per la sicurezza e per la regolarità dei servizi di telecomunicazioni, provvede ad aggiornare costantemente un elenco di siti utilizzati per attività e condotte criminose di matrice terroristica.

Siamo stati tra i primi Paesi al mondo ad adottare queste importanti riforme, come è stato riconosciuto dalle Nazioni Unite nell'ultimo rapporto di valutazione dell'Italia al Comitato antiterrorismo dell'ONU. Nella convinzione che la rete ormai sia uno dei luoghi principali del conflitto e della dialettica democratica e che, dunque, la risposta più efficace e tempestiva non possa essere solo quella della criminalizzazione, ci siamo battuti a livello europeo, durante i negoziati della nuova direttiva antiterrorismo adottata dall'Unione lo scorso marzo, per avere un testo finale ambizioso, in grado davvero di innalzare l'efficacia dell'azione di contrasto alle nuove minacce. Abbiamo ottenuto l'introduzione di una norma che obbliga tutti gli Stati membri a dotarsi di strumenti che consentano la rimozione o il blocco dei contenuti online, quando essi costituiscano una pubblica provocazione a commettere un reato terroristico.

Il complesso delle iniziative avviate si iscrive nel quadro di interventi multidisciplinari che ho inteso avviare, a partire dall'interlocuzione con i principali social network. In questa prospettiva ho presentato, il 3 novembre scorso, insieme al rappresentante di Facebook, le linee guida di “Pensa prima di condividere”, per l'utilizzo consapevole dei social media e per la sicurezza online. Ho incontrato molte delle associazioni della società civile per costruire un'alleanza contro la propaganda d'odio veicolata sulla rete. Con il medesimo obiettivo è stato istituito con il Ministero dell'Interno e l'Unar un gruppo di lavoro che ha finalità di sviluppare sinergie tra amministrazione dello Stato, attraverso il coordinamento delle attività di osservazione e di prevenzione dei reati d'odio. Vorrei aggiungere il fatto che il protocollo europeo, che è stato siglato dalla Commissione europea con i principali providers che operano nel nostro continente, è stato realizzato su impulso del nostro Governo e di quello tedesco.

 

 

Tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati

Ultimo aggiornamento: mercoledì 5 luglio 2017