5 luglio 2017 - Camera
Orlando: disegno di legge sull’equo compenso dei professionisti
Interrogazione on. Antonio Marotta (AP-CpE-NCD)

L'integrazione consente, anche in questa sede, di sottolineare il ruolo essenziale svolto dall'avvocatura per assicurare efficienza e funzionalità al servizio giustizia. La notevole riduzione delle cause civili pendenti, passate nell'ultimo triennio da 6 a 3,5 milioni, e la consolidazione del processo civile telematico sono alcuni, solo, dei settori in cui l'avvocatura ha dimostrato di essere risorsa fondamentale per il funzionamento della giurisdizione, mostrando spirito di leale collaborazione istituzionale ed elevatissimi livelli di professionalità. Ritengo, pertanto, grave voler imputare anche all'avvocatura le disfunzioni del sistema giudiziario, trascurando come sia, invece, un atto di un imponente processo di proletarizzazione dei professionisti che finisce per indebolire il sistema di tutela de i diritti e che rischia di mettere in discussione la stessa tenuta della democrazia.

Proprio per questo siamo impegnati perché si approvi una norma sull'equo compenso dei professionisti; in questa prospettiva abbiamo predisposto, anche tenuto conto dei contributi del consiglio nazionale forense, il disegno di legge in materia di equo compenso e clausole vessatorie nel settore delle prestazioni legali che intende assicurare il diritto degli avvocati ad essere equamente compensati, in proporzione alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione legale. Il disegno di legge è incentrato sulla tutela del professionista contro le clausole vessatorie unilateralmente imposte da particolari categorie di clienti, cosiddetti, forti, soprattutto le banche e le assicurazioni che per particolari caratteristiche economiche sono in grado di rivestire, nell'ambito del contratto di prestazione d'opera professionale, una posizione dominante, imponendo condizioni particolarmente svantaggiose. In particolare, al fine di riequilibrare il rapporto, è previsto che il giudice possa procedere alla giusta determinazione del compenso, previa declaratoria di nullità delle clausole nulle, applicando i parametri in vigore e tenendo conto delle caratteristiche specifiche della prestazione legale. Il provvedimento consentirà di tutelare adeguatamente la dignità professionale degli avvocati, soprattutto dei più giovani, contrastando vere e proprie forme di caporalato intellettuale.

Il disegno di legge, inviato già in data 7 ottobre 2016 alla Presidenza del Consiglio dei ministri, dovrà essere approvato entro la fine della legislatura e costituire la base per ridefinire i compensi delle altre categorie di professionisti.

 

 

Tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati

Ultimo aggiornamento: mercoledì 5 luglio 2017