6 dicembre 2017 - Camera
Galletti: criteri per l'assimilabilità dei rifiuti speciali a quelli urbani
Interrogazione On. Giuseppe L'Abbate ed altri (M5S)

Grazie, Presidente, e grazie anche all'onorevole interrogante. Il Ministero dell'economia e delle finanze ha emanato una circolare, con la quale sono stati forniti chiarimenti in merito al calcolo della parte variabile della Tari relativa all'utenza domestica. In particolare, è stato chiarito che ad ogni singola utenza corrisponde una distinta obbligazione tributaria. La quota variabile, infatti, dovendo essere calcolata per ciascuna utenza, va considerata tante volte quante sono le utenze possedute o detenute dal nucleo familiare.

Il Ministero dell'economia ha, inoltre, evidenziato di aver pubblicato sul proprio sito Internet il prototipo di regolamento delle relative linee guida della Tares, i cui principi devono considerarsi applicabili anche per la Tari, per chiarirne il calcolo e garantire un'applicazione uniforme a livello nazionale.

Relativamente all'emanazione del decreto ministeriale di determinazione per i criteri dell'assimilabilità dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani, si evidenzia che, sin dal giugno 2016, il Ministero dell'ambiente ha avviato la relativa attività istruttoria. Alla luce dei rilevanti interessi coinvolti, sono state condotte consultazioni con le varie associazioni del settore, al fine di redigere una prima bozza di decreto. Lo schema già stilato è in fase di elaborazione pressoché definitiva e rappresenta il punto di equilibrio in vista del perseguimento del superiore interesse pubblico generale.

In particolare, lo schema esistente prevede criteri quantitativi e qualitativi omogenei e verificabili su tutto il territorio nazionale. Il decreto individua l'elenco delle attività che possono essere assimilate, nonché l'elenco dei codici dei rifiuti che possono essere assimilati ai rifiuti urbani.

Lo stesso prevede, inoltre, criteri diversi in funzione della presenza o meno di un sistema di misurazione puntuale dei rifiuti. In caso di presenza di un sistema di misurazione puntuale, i limiti individuati sono espressi in quantità annue di rifiuti prodotti misurabili ed effettivi; in caso di assenza di un sistema di misurazione puntuale, i limiti individuati utilizzano la superficie quale discriminante per le attività, non essendo misurabile l'effettiva produzione dei rifiuti da parte delle utenze.

Alla luce delle informazioni esposte, si rassicura che il Ministero dell'ambiente continuerà a svolgere le proprie attività mantenendo alto il livello di attenzione sulla questione.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 6 dicembre 2017