6 dicembre 2017 - Camera
Galletti: problema dei rifiuti dispersi in mare
Interrogazione On. Enrico Borghi ed altri (PD)

Grazie, signor Presidente, e grazie anche all'onorevole interrogante. Il problema della marine litter è da tempo al centro, come l'onorevole Borghi sa, dell'attenzione del Ministero dell'ambiente, è oggetto di programmi e iniziative, sia a livello nazionale che internazionale, per contrastare la dispersione dei rifiuti nell'ambiente marino.

Già dal 2011 il Ministero ha finanziato i primi studi sull'impatto delle microplastiche sugli organismi marini, un'iniziativa coerente con la messa al bando degli shopper che l'Italia, primo Paese in Europa, ha deciso già nel 2010.

L'Italia ha posto la questione globale della spazzatura marina fra i temi centrali del G7 ambiente che si è svolto, a giugno, a Bologna. Nella dichiarazione conclusiva di quel summit, tale impegno è stato riaffermato da tutti gli Stati, confermando il piano d'azione per combattere rifiuti marini ed esprimendo preoccupazione, in particolare, per i rifiuti di plastica e le microplastiche, che rappresentano, come diceva lei, una vera minaccia della biodiversità globale.

In questo ambito, è stata riconosciuta l'esigenza di una riduzione progressiva delle plastiche monouso e delle microplastiche, per evitarne la dispersione nell'ambito marino, anche attraverso la ricerca sui loro sostituti. Su questo, come ho detto, l'Italia si è posta da tempo in una posizione avanzatissima, non solo a livello legislativo, ma anche grazie allo sviluppo di un settore come quello della chimica verde, caratterizzato da innovazione e ricerca di soluzioni ambientalmente più sostenibili.

Ricordo, inoltre, che nell'ambito della recente Presidenza italiana del G7, l'Italia ha promosso il settimo programma d'azione per l'ambiente, nonché la strategia per l'ambiente marino. Sempre in quella sede, il Ministero ha rinnovato il suo impegno con un evento condiviso con la Francia nell'ambito della coalizione internazionale Stop Plastic Waste, rafforzando l'impegno lanciato in occasione della Cop22 a Marrakech.

Nell'ambito del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca sono stati, inoltre, aperti bandi europei che hanno quale attività prioritaria la riduzione dei rifiuti marini.

Il Ministero dell'ambiente ha avviato, nel 2015, un importante programma di monitoraggio nazionale per la valutazione continua dello stato ambientale delle acque marine. Le attività sono state affidate alle ARPA e coprono tutte e tre le sottoregioni marine italiane.

Vi è, poi, la strategia marina, con tre nuove misure in relazione ai rifiuti marini, e nel luglio scorso è stato sottoscritto l'accordo di programma per la pulizia dei fondali marini per il porto di Porto Cesareo ed è in corso di sottoscrizione l'accordo per i porti di Savona e di Vado Ligure.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 6 dicembre 2017