6 dicembre 2017 - Camera
Padoan: garantire regolarità contributiva e fiscale ai collaboratori domestici
Interrogazione On. Roberto Caon ed altri (FI-PdL)

 Grazie Presidente, grazie onorevole. Come lei stesso ha ricordato, per questa categoria di lavoratori dipendenti il datore di lavoro, non rivestendo il ruolo di sostituto d'imposta, non è obbligato ad effettuare ritenute sulla retribuzione corrisposta, ma solo il versamento dei contributi previdenziali e, su richiesta del lavoratore, rilascia in forma libera una dichiarazione relativa alle somme corrisposte durante l'anno a vario titolo, evidenziando l'eventuale importo trattenuto quale contribuzione all'assicurazione generale obbligatoria. Il collaboratore domestico è tenuto, comunque, a provvedere autonomamente alla tassazione dei proventi. Per quanto riguarda l'attività dell'Agenzia delle entrate, la stessa ha svolto per gli anni di imposta dal 2007 un'attività di indagine sui redditi da lavoro dipendente percepiti dai lavoratori domestici, previa analisi sugli adempimenti cui gli stessi sono obbligati.

L'Agenzia, sulla base dei dati acquisiti, ha elaborato liste selettive di lavoratori domestici che hanno omesso di presentare la dichiarazione dei redditi a partire dall'anno d'imposta 2007. Dagli esiti dell'attività di controllo svolta dall'Agenzia delle entrate è stata osservata una non rilevante entità degli effettivi recuperi di imposta in quanto sono emerse le seguenti criticità: presenza di detrazioni, per esempio figli a carico, e deduzioni tali da ridurre l'imponibile al di sotto della soglia minima di tassazione, la cosiddetta no tax area; incongruenza fra l'ammontare delle retribuzioni effettivamente percepite rispetto ai dati comunicati; difficoltà nella notifica degli atti impositivi a causa dell'irreperibilità dei lavoratori, per lo più extracomunitari, soggetti a continue variazioni di domicilio; difficoltà nella riscossione delle somme dovute.

Quanto all'attività dalla Guardia di finanza, sul piano generale ricordo che il Corpo non effettua campagne ispettive mirate a determinate categorie economiche, ma seleziona i soggetti da ispezionare sulla base della ricorrenza di specifici indicatori di pericolosità fiscale. A livello periferico sono stati individuati casi di collaboratori domestici evasori totali. I soggetti controllati sono risultati essere nella quasi totalità dei casi donne provenienti dall'Est Europa, assunte regolarmente come colf per esigenze domestiche e familiari, con relativi versamenti di contributi da parte del datore di lavoro; avere maturato una posizione contributiva a fini pensionistici, usufruendo, inoltre, dei servizi forniti dallo Stato; avere trasferito, nella generalità dei casi, emolumenti percepiti verso i propri Paesi d'origine tramite agenzie di money transfer. Ho concluso: il piano di intervento in esame, tuttora in corso di svolgimento, verrà completato con un incrocio massivo dei dati reddituali rilevanti con quelli presenti nella banca dati ISEE, al fine di appurare, a fronte della presentazione di dichiarazioni sostitutive uniche, eventuali indebite fruizioni di prestazioni sociali agevolate.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 6 dicembre 2017