8 febbraio 2017 - Camera
Franceschini : valorizzazione della città di Monreale
Interrogazione dell'on. Gabriella Giammanco (FI-PDL)

Grazie, Presidente. L'onorevole Giammanco, che ringrazio perché denuncia una situazione, come è evidente, piena di opportunità ma anche piena di problemi, chiede quali iniziative, di competenza del Ministero, si possono adottare per l'itinerario arabo-normanno Palermo, Monreale e Cefalù, che è uno dei siti UNESCO del nostro Paese. È stato iscritto nella lista del patrimonio mondiale 2015 e, come è noto, fin dal dossier di candidatura è previsto un piano di gestione che ha come obiettivo principale, secondo le regole UNESCO, la conservazione del valore universale del sito. Il piano di gestione prevede espressamente per Monreale il potenziamento delle connessioni Palermo – Monreale di trasporto pubblico – ad oggi ci sono 22 corse giornaliere –, il miglioramento del sistema di accesso alle piazze sulle quali affaccia il Duomo, l'attuazione di uno specifico programma parcheggi, la realizzazione di un collegamento ciclo pedonale ecosostenibile di elevata caratterizzazione storica-paesaggistica tra Palermo e Monreale. Queste sono le cose contenute nel piano di gestione allegato alla candidatura risultata positivamente. A questo si aggiunge che nel 2016 è stato sottoscritto il Patto per lo sviluppo della città di Palermo, che ha come specifico ambito di intervento questa zona per la quale si prevede la realizzazione di una green way da Palermo a Monreale, lungo il tracciato della vecchia via ferroviaria. Relativamente ai parcheggi, sono previsti, nel piano di gestione, il potenziamento di due parcheggi, il parcheggio Torres e il parcheggio Duomo. 
  Ora però – e questo evidentemente mi dispiace e l'onorevole Giammanco ne è sicuramente a conoscenza – la Sicilia è l'unica regione italiana in base alla quale, ex articolo 14, lettera n), del relativo statuto, sia la proprietà sia la tutela dei beni culturali sono totalmente affidate alla regione. Lo Stato non ha nessuna competenza e nessuna possibilità d'intervenire, così, come è evidente, per le competenze relative alla valorizzazione di quel patrimonio, tant’è vero che, come sapete, le stesse soprintendenze nella regione Sicilia sono dipendenti dalla regione, perché ha tutte le competenze esclusive in materia. Questo è il motivo per cui io non ho nessun titolo per poter mandare gli ispettori perché lo Stato non ha nessuna competenza e, quindi, non ho nessuna possibilità di intervento. Naturalmente – e l'ho dichiarato alcune volte anche in Sicilia rispetto a domande, che sono state fatte, su come lo Stato può intervenire – in assenza di una futura e possibile ridistribuzione di competenze, che devono essere necessariamente scelte bilaterali tra una regione a statuto speciale e lo Stato in materia di beni culturali, io ho offerto e offro, anche in modo specifico in questo caso, tutta la collaborazione che il Ministero, che si occupa di cultura e turismo, può offrire per la valorizzazione di un sito UNESCO soltanto nella verifica del piano di gestione ma anche nella realizzazione delle cose che il Paese si è impegnato a fare nei confronti dell'UNESCO al momento dalla candidatura.

( dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 8 febbraio 2017