8 febbraio 2017 - Camera
Lorenzin: controlli su fecondazione eterologa
Interrogazione dell'on. Gianluigi Gigli (DES-CD)

Ringrazio gli onorevoli interroganti perché mi consentono di ribadire, ancora una volta, la precisa scelta compiuta dall'Italia in materia di donazioni di cellule riproduttive. Mi riferisco, in particolare, al principio cardine fissato dalla nostra legislazione secondo cui la donazione di organi, cellule e tessuti – e, quindi, anche di cellule riproduttive – è volontaria e gratuita. Ricordo che le direttive europee su cellule e tessuti prevedono una responsabilità di rilascio e di conferma dell'autorizzazione comportano la verifica della sussistenza dei requisiti di qualità e di sicurezza nonché del rispetto dei principi generali previsti dalle medesime direttive, tra cui figurano anche quelli di tutela della donazione e del donatore nonché volontarietà e consenso informato, al fine di evitare indebiti sfruttamenti della persona. 
Per quanto riguarda pertanto le donazioni avvenute in Paesi esteri è l'autorità competente del Paese in cui è avvenuta la donazione di gameti che vigila sul rispetto delle norme, nell'ambito delle attività che è chiamata a svolgere per autorizzare un istituto dei tessuti. Quanto ai profili di natura economica segnalati dagli onorevoli interroganti, ribadisco ancora una volta che i centri importatori italiani non possono remunerare il donatore di gameti perché la donazione è gratuita. Possono essere invece rimborsate solamente le spese vive legate alle attività necessarie alla donazione, conservazione e distribuzione del materiale biologico, compresi gli esami clinici richiesti per il loro uso.  Preciso inoltre che è di competenza delle amministrazioni regionali responsabili dell'organizzazione sanitaria verificare il rispetto delle disposizioni vigenti in materia di importazioni del materiale biologico ad uso clinico da parte dei centri autorizzati.
Per quanto concerne, invece, gli altri Paesi europei, evidenzio che negli stessi possono essere in vigore normative nazionali diverse dalla nostra, le quali, coerentemente peraltro con le disposizioni europee, possono prevedere che i donatori di cellule e tessuti ricevano una indennità strettamente limitata a far fronte alle spese e agli inconvenienti risultanti dalla donazione. I criteri per determinare l'ammontare di quest'ultima indennità sono stabiliti da diversi Stati nazionali che debbono comunque verificare che tale indennità non si traduca in una vera e propria remunerazione dei donatori.  Concludo, assicurando che il Ministero della salute continuerà a garantire, con il supporto del centro nazionale trapianti, una puntuale verifica del rispetto della normativa che presiede le attività di importazione di cellule riproduttive.retta in capo alle autorità competenti individuate da ogni singolo Paese per ciò che riguarda l'autorizzazione dell'istituto dei tessuti. Le procedure 

(dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 8 febbraio 2017