8 febbraio 2017 - Camera
Lorenzin: studi sulla somministrazione di farmaci oncologici per via locoregionale
Interrogazione dell'on. Alberto Zolezzi (M5S)

Rispondo evidenziando preliminarmente che, come ricordato dagli onorevoli interroganti, la procura della Repubblica di Mantova ha avviato un'inchiesta penale sui fatti verificatisi presso la struttura complessa di oncologia Carlo Poma. In merito alla somministrazione di farmaci oncologici per via locoregionale – questa è un'interrogazione molto tecnica – l'AIFA ha comunicato che le vigenti linee guide nazionali dell'Associazione italiana di oncologia medica e quelle internazionali non considerano una terapia locoregionale uno standard terapeutico in alcuna fase della malattia. I risultati dell'unico studio di fase 3, pubblicato nel 2004, sebbene abbiano mostrato un vantaggio in termini di sopravvivenza al primo anno, non possono ritenersi significativi in quanto si tratta di uno studio monocentrico condotto su pochi pazienti e, soprattutto, alquanto datato. 
Inoltre, da una ricognizione effettuata nella banca dati dell'Osservatorio nazionale sulla sperimentazione clinica dei medicinali, non risultano essere state autorizzate, a far data dal 1o ottobre 2014, sperimentazioni sul tumore del pancreas con terapia locoregionale. Anche l'Istituto superiore di sanità ha sottolineato che per la patologia oncologica non esiste nelle linee guida delle società scientifiche nazionali ed internazionali una raccomandazione alla somministrazione locoregionale dei farmaci chemioterapici, né risultano attualmente in corso studi clinici con trattamento chemioterapico regionale per il carcinoma del pancreas esocrino. L'Istituto superiore di sanità precisa che la chemioterapia locoregionale trova attualmente applicazione in un numero molto limitato di patologie neoplastiche quali neoplasie primitive o metastatiche del fegato per via endoarteriosa e il carcinoma dell'ovaio per via intraperitoneale, per cui sono stati evidenziati vantaggi su esiti clinicamente rilevanti. Tuttavia, nel caso di tumori dei tessuti molli degli arti le evidenze di alcuni benefici non sembrano essere associate ad un significativo guadagno in termini di sopravvivenza dei pazienti. Al momento attuale, pertanto, anche per l'Istituto superiore di sanità non sussistono evidenze scientifiche forti che giustifichino l'avvio di studi clinici sui trattamenti chemioterapici per via locoregionale.

(dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

 

 

 

Ultimo aggiornamento: mercoledì 8 febbraio 2017