8 marzo 2017 - Camera
Alfano: Iniziative europee e internazionali su blocco navale in prossimità Libia
interrogazione on. Fabio Rampelli (FdI-AN)

Siamo consapevoli del fatto che le indicazioni e anche gli orientamenti dell'Unione Europea siano molto dipesi di da quanto l'Italia ha voluto e potuto rappresentare in termini di linea e di indirizzo politico sulla questione libica e sulla presenza nel mare Mediterraneo e quindi quello che dice l'Europa è fortemente ispirato, da un lato, dal punto di vista rappresentato dall'onorevole Rampelli, dalla posizione italiana. L'Italia ha inoltre sostenuto e continua ad operare per il passaggio alla fase 3 dell'operazione EUNAVFOR Med Sophia, che, come noto, prevede l'ingresso dei mezzi dell'Operazione navale nelle acque territoriali libiche per poter fermare i trafficanti e le loro imbarcazioni a partire dalle coste libiche, quindi quella è la nostra posizione, e serve anche per smantellare più efficacemente il modello di business delle reti del traffico della tratta di esseri umani, compiti che andrebbero ad aggiungersi a quello che sta già facendo Sophia e cioè intercettare il traffico di armi e quello cruciale della formazione della Guardia costiera libica affinché possa essa stessa operare al più presto all'interno delle proprie acque territoriali, uno sviluppo che sarebbe peraltro di fondamentale importanza atteso che il passaggio alla fase 3 dell'operazione Sophia, che come detto sosteniamo con forza e senza riserve, non dipende solo da noi.  Ecco io vorrei sottolineare questo punto, essendo in Parlamento e quindi in un luogo che tecnicamente è preposto anche a valutare questi profili e questi aspetti. Non dipende solo da noi; cioè, ci vuole il consenso delle istituzioni libiche e serve, in modo indispensabile, un voto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. 
Dobbiamo, quindi, continuare ad operare un paziente lavoro diplomatico con tutti gli attori coinvolti, rafforzando nel contempo la nostra strategia globale. Dopo l'accordo con la Libia, infatti, il Governo è impegnato su un altro importante traguardo, cioè un accordo con il Niger che è il Paese di attraversamento principale di coloro che arrivano in Libia dal Corno d'Africa. Questo accordo può essere la chiave di volta, a mio parere, in quanto se si blocca l'accesso dal sud, specificamente dal Niger, si contribuisce a rendere risolvibile gran parte del problema dell'accesso dei migranti in direzione di Tripoli e questo è un pezzo importante di una strategia globale. 
Per il resto, continueremo a lavorare per il passaggio alla fase 3, di cui ho appena parlato, con tutti gli attori coinvolti, in primo luogo il Governo libico, per il consenso libico, e il Consiglio di sicurezza dell'ONU, che è un interlocutore che deve dare il proprio parere imprescindibile e, come l'onorevole Rampelli sa di certo, c’è anche qualcuno che può esercitare il potere di veto e senza il potere di veto non si ottiene il parere del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 8 marzo 2017