8 marzo 2017 - Camera
Alfano: Iraq e piano di intervento per vittime dei crimini perpetrati da Daesh
Interrogazione on. Lia Quartapelle Procopio (PD)

Grazie. L'Iraq, lo dicevamo già poc'anzi, sta vivendo in questi giorni una fase cruciale, poiché la campagna per la liberazione di Mosul procede rapidamente e potrebbe sancire la fine del controllo diretto di buona parte dei territori iracheni da parte di Daesh. Va dato atto che le forze irachene, incoraggiate anche dalle Nazioni Unite, si sono impegnate non poco per assicurare la protezione dei civili e l'accesso agli aiuti. La situazione umanitaria, tuttavia, rimane difficile, ed è per questo che nei prossimi mesi l'attenzione sarà concentrata, oltre che sulle operazioni militari, anche sulle prospettive di ricostruzione e riconciliazione. In questo scenario, l'Italia svolge un ruolo molto importante: a livello bilaterale, continuiamo a sensibilizzare gli iracheni a proseguire, anche quando Daesh sarà stato definitivamente sconfitto, la cooperazione instaurata a Mosul tra il Governo federale e le autorità regionali curde. A Mosul e nella provincia di Ninive convivono, infatti, diverse componenti etniche e religiose, che necessitano di formule politiche inclusive, per potere sperare, un giorno, di vivere in pace. 
  Intendo risollevare il tema della riconciliazione nazionale la prossima settimana a Washington, alla ministeriale della coalizione globale per il contrasto a Daesh cui mi riferivo poc'anzi, e anche nei miei incontri alle Nazioni Unite, dove l'Italia quest'anno siede tra i membri del Consiglio di sicurezza. Ricordo, poi, che la nostra azione a favore della stabilizzazione delle aree liberate da Daesh, che è alla base per il futuro del processo di riconciliazione, è un'azione forte e riconoscibile. I nostri carabinieri continuano ad addestrare le forze di polizia locali e federali, ad oggi circa 6.800 unità, e a loro spetta il delicato compito di vigilare sulla normalizzazione della vita delle comunità irachene liberate da Daesh. Abbiamo, poi, una grande responsabilità verso quelle popolazioni, ossia quella di proteggere la diga di Mosul. 
  Sulla diga abbiamo fatto un lavoro importante sia dal punto di vista militare sia da quello infrastrutturale, con i nostri player nazionali di settore che hanno fatto un lavoro straordinario e continuano a farlo. Sul fronte umanitario vorrei, infine, ricordare la preziosa opera della cooperazione italiana, che ha ulteriormente aumentato il proprio impegno a Mosul. È stato, infatti, predisposto un pacchetto di iniziative dell'importo di 4,7 milioni di euro, da realizzare tramite ONG italiane e agenzie ONU per garantire servizi di base a favore degli sfollati, dei profughi che sono ospiti nei campi e delle donne vittime di violenza, tra cui le ragazze yazide. In tutto questo, certamente gli iracheni dovranno fare la loro parte, e molto dipenderà, infatti, dai futuri assetti politici e istituzionali locali, che possono essere decisi solo dalle autorità irachene, seppure con il sostegno internazionale, e cruciali in questo senso saranno le elezioni provinciali previste per il settembre del 2017, ossia di quest'anno, e le elezioni legislative nel 2018.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 8 marzo 2017