8 marzo 2017 - Camera
Alfano: posizione Governo su controllo nascite nei Paesi in via di sviluppo
Interrogazione on. Gian Luigi Gigli (DeS-CD)

Desidero innanzitutto confermare all'onorevole Gigli che un gruppo di dieci Stati membri dell'Unione europea, su iniziativa danese, ha inviato due settimane fa una lettera all'Alto rappresentante Mogherini ed al Commissario europeo per lo sviluppo, Mimica, per esprimere preoccupazione riguardo all'intenzione degli Stati Uniti di ridurre il finanziamento dei programmi di cooperazione allo sviluppo che si occupano della salute riproduttiva delle donne. Quindi è confermato quello che diceva l'onorevole Gigli. La lettera che potrebbe essere evocata da parte danese anche in occasione della riunione informale dei Ministri dello sviluppo economico dell'Unione Europea, convocata dall'Alto rappresentante Mogherini il 16 marzo prossimo a Bruxelles si riferisce proprio all'opportunità di compensare, con l'utilizzo di fondi allo sviluppo nazionale ed europei, la riduzione dei finanziamenti statunitensi. Tali finanziamenti riguardano impegni internazionali in materia di salute riproduttiva delle donne e non sono intesi a sostenere l'interruzione volontaria della gravidanza, questione questa, come peraltro giustamente ricordato dall'onorevole Gigli, di competenza delle legislazioni nazionali dei Paesi partner, quindi non c’è una competenza diversa da quella nazionale. Il Governo italiano ha deciso tuttavia di non sottoscrivere la lettera danese, condividendo tale scelta peraltro con ulteriori 17 Stati membri dell'Unione europea. Noi riteniamo infatti che prima di prendere qualunque decisione a livello di Unione europea sia necessario raccogliere elementi per valutare l'effettiva incidenza delle misure evocate. L'Italia continuerà comunque a sostenere l'azione delle Nazioni unite, in particolare laddove è rivolta a programmi contro le mutilazioni genitali femminili e ad iniziative che vedono come dirette beneficiarie le donne in situazioni di emergenza e conflitto. Questo al fine di prevenire il rischio di abortì o di morti materne e infantili. 
  Un altro pilastro essenziale della nostra cooperazione deve restare la protezione delle donne e delle ragazze da ogni tipo di violenza ed in particolare dalla violenza di genere e dalla violenza sessuale. Il Governo continuerà quindi a perseguire l'obiettivo dell'accesso universale alla salute come diritto umano fondamentale. In tale contesto, la salute delle donne e la loro dignità costituiscono un aspetto cruciale per il benessere della famiglia, dei bambini e della comunità complessivamente intesa.

 

(tratto dal resoconto stenografico Camera dei Deputati )

Ultimo aggiornamento: mercoledì 8 marzo 2017