8 marzo 2017 - Camera
Alfano: riconoscimento del genocidio yazida
Interrogazione on. Pia Elda Locatelli (M-PSI-PLI)

Presidente, come giustamente ricordato dall'onorevole Locatelli, la minoranza religiosa yazida è stata una delle principali vittime della violenza e degli abusi compiuti dagli estremisti di Daesh in Iraq dal 2014 ad oggi. La Commissione indipendente di inchiesta sulla Siria, istituita nel 2011 dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, nel rapporto del giugno 2016 ha definito quale genocidio le violenze commesse da Daesh nei confronti degli yazidi, facendo particolare riferimento ai tragici eventi avvenuti nell'aria del Sinjar. Il 40 per cento dell'area circostante tale località, peraltro, non è stato ancora liberato dal controllo dei terroristi. 
Il contrasto al Daesh è la priorità dell'azione del Governo e in quest'ottica mi recherò la prossima settimana a Washington, per partecipare alla riunione ministeriale della coalizione globale contro Daesh. Siamo in contatto con i nostri partner per valutare ogni possibile modalità per assicurare che i responsabili delle atrocità siano assicurati alla giustizia. Il tema dell’accountability e come è noto complesso soprattutto in contesti in cui le atrocità sono commesse da attori non statuali. Analogamente, stiamo seguendo con attenzione quanto i nostri partner intendono fare e con quali modalità per il riconoscimento di quei fatti come genocidio, anche nell'ottica di assicurare una coerenza d'azione sul piano internazionale. In questo importante anno, che vede il nostro Paese ricoprire uno dei seggi non permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, abbiamo inoltre sensibilizzato a più riprese i Paesi che siedono in Consiglio di sicurezza nonché le autorità locali del Governo centrale del Kurdistan iracheno affinché vengano adeguatamente promossi e tutelati i diritti di tutte le minoranze etnico-religiose stanziate in Iraq e, in particolare, quelli della popolazione yazida. 
  Siamo uno dei Paesi maggiormente impegnati nella coalizione internazionale contro Daesh ed il nostro impegno proseguirà fino a quando questa minaccia esistenziale per le minoranze etnico-religiose del Medioriente non verrà definitivamente sconfitta. Intendiamo tenere fede al nostro impegno a favore della comunità yazida anche nell'ambito del nostro contributo alle attività di stabilizzazione delle aree liberate attraverso il ripristino dei servizi essenziali, per favorire un corretto e progressivo ritorno degli sfollati nelle loro aree di riferimento. Infine, credo sia importante mettere in rilievo anche il contributo che sta dando la nostra cooperazione, perché, grazie ai 500 mila euro stanziati, Unicef ha potuto costruire a Duhok un centro per la riabilitazione psicologica delle donne yazide vittime di violenze ed abusi. È stato questo il nostro impegno e in questa direzione proseguiremo e andremo avanti. 

 

( tratto dal resoconto stenografico Camera de Deputati)

Ultimo aggiornamento: mercoledì 8 marzo 2017